Ortografia, quando gli errori diventano orrori

Ortografia- Accento-Apostrofo

Che cos’è l’ortografia? Un’inutile gabbia di regole che imbrigliano la lingua italiana? Allora perché non dare un bel colpo di spugna e facilitare la vita a grandi e piccini? Forse perché non è eliminando le regole che il gioco diventa più semplice, anzi! A calcio si gioca in 11 contro 11, a rugby la palla si può passare soltanto all’indietro, a scacchi ogni pezzo può muoversi in certe direzioni e non in altre e… in grammatica qual è si scrive senza apostrofo!

Le regole non sono un’imposizione senza senso, ma un accordo convenzionale che ci salva dal caos: questo vale per gli sport, per la società e anche per la lingua.

La grammatica è un gioco: divertiti con redooc.com

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Scrivere bene non è un lusso per pochi

La “scrittura corretta” (questo significa la parola di origine greca “ortografia”) non è allora un lusso di cui si può fare a meno, né una moda superata da mettere in soffitta. E per evitare che gli errori di ortografia in cui tutti siamo incappati tra i banchi delle elementari diventino orrori nella penna degli adulti è bene allenarsi fin da piccoli e imparare a divertirsi con le parole. Se sapremo fare della grammatica una compagna di giochi per i nostri bimbi, anche da grandi continueranno ad averne cura come di una persona cara, senza scappare come si fa di fronte a un nemico. È questo l’obiettivo della Grammatica italiana di redooc.com, ricca di immagini, video, schede ed esercizi interattivi pensati per gli alunni della Scuola Primaria alle prese con le lettere.

Ma quali sono i “tormentoni” dell’italiano?

Apostrofi, accenti: quanti tranelli ci tende la nostra lingua! Ecco allora una carrellata degli errori più comuni da evitare, che troverete approfonditi nella sezione dedicata all’ortografia sulla piattaforma redooc.com:

Apostrofo sì, apostrofo no

Signori e signore,
venite a visitare
il museo degli errori,
delle perle più rare […]
Nel secondo reparto
c’è l’ago Maggiore:
provate a fare un tuffo,
sentirete che bruciore.

Ecco i versi di Gianni Rodari che ci invitano a entrare nel museo degli errori, presentandoci subito uno dei “nemici” più temuti degli scrittori di tutte le età: l’apostrofo. C’è chi lo usa a sproposito: il lago non è l’ago, un orso si scrive senza apostrofo e qual è non vuole vederlo nemmeno da lontano! Ma c’è anche chi si dimentica di metterlo proprio quando serve: d’accordo, un’ape e un po’, che non va confuso con il fiume Po.

E che dire dell’accento?

Egli dà vuole l’accento, l’imperativo da’ si scrive con l’apostrofo e la preposizione da non ha bisogno né dell’uno né dell’altro.

è il giorno, di’ è dimmi e di è la preposizione semplice.

Se congiunzione è diverso da pronome personale, così come congiunzione è diverso da ne particella pronominale.

Il si beve, te sei tu.

e non sono uguali a qui e qua e i monosillabi accentati sono tutti da studiare per non fare strafalcioni.

Un dettato al giorno… toglie l’errore di torno!

Insomma, le insidie sono tante! Che sia il dettato quotidiano alla francese la soluzione per impedire che le regole di ortografia sprofondino nell’oblio? Forse, ma quel che è certo è la necessità di riflettere per fermare la proliferazione degli orrori ortografici, di cui sono pieni temi, messaggi, e-mail e persino articoli di giornale.

Non si tratta di fare i “bacchettoni” e nemmeno di condannare la tecnologia con tutti i suoi neologismi e abbreviazioni come unica responsabile da punire. Di errori ne facciamo tutti, ma il segreto sta nel riuscire a trasformarli in occasioni di apprendimento. Con un po’ di pazienza e di buona volontà anche le regolette più antipatiche smetteranno di farci paura e “le trappole” della lingua italiana non ci coglieranno più impreparati!

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Buon allenamento con redooc.com!