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5 Wonder esercizi per propagare la gentilezza

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Avete visto Wonder al cinema? Vi è piaciuto e vi ha emozionato?

Wonder, tratto dal libro di R.J. Palacio racconta la storia di Auggie, un ragazzo che ha 10 anni, che ama lo spazio e coltiva la sua passione per la scienza;  è nato con una grave deformazione facciale per cui ha subito 27 operazioni. Il film ci racconta della sua prima esperienza a scuola, dopo essere sempre stato istruito a casa dalla mamma, dell’impatto con gli sguardi dei compagni, dei pregiudizi, di come si appare e di come si è, della famiglia, dell’amicizia, del bullismo.

Se non siete ancora andati a vederlo ve lo consigliamo, perché è un film che emoziona e coinvolge con delicatezza: bambini, adolescenti e adulti ne coglieranno aspetti a diversi livelli di profondità e poi sarà bello parlarne insieme in famiglia.

Se l’avete già visto vi suggeriamo 5 Wonder- esercizi per propagare la meraviglia e la gentilezza oltre la sala cinematografica.

Esercizio 1: parole che ispirano

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Wonder è un film pieno di adulti significativi. Uno di questi, il signor Browne, professore di Auggie, propone spesso alla classe dei “precetti” ovvero delle massime che ci aiutano quando prendiamo decisioni importanti. Sono frasi motivazionali e che ispirano il nostro agire.

Quali sono le nostre? Quali sono quelle della nostra famiglia?

  • Prendete una lavagnetta, mettetela in bella vista in casa e ogni settimana scrivete per la vostra famiglia un “precetto”. Se avete figli già grandi, avrete sicuramente un gruppo WhatsApp “famiglia”: potete scrivere lì le frasi motivazionali che desiderate che ispirino e accompagnino la vostra famiglia. Potete iniziare da questa frase tratta da Wonder:

“Quando ti è data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentili, scegli di essere gentile”

Esercizio 2: trasformare i problemi in risorsa

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“Non puoi nasconderti se sei nato per emergere”

E’ difficile essere se stessi di fronte ai compagni a 10 anni; è difficilissimo se hai una faccia come quella di Auggie andare in una scuola nuova per la prima volta, mangiare a mensa davanti a tutti, affrontare sguardi di curiosità, ribrezzo, pietà. Ognuno di noi vive le sue quotidiane insicurezze e difficoltà e ognuno di noi fa i conti con qualcosa di sé che non ama, specialmente quando sta crescendo: Wonder ci spinge a immedesimarci nella diversità, ma ci fa scoprire che ciascuno è diverso e unico.

  • Questo è un esercizio difficile, che richiede molta creatività, ma che possono fare grandi e piccoli, anzi ai più piccoli riesce meglio. Prendete un foglio, matite e pennarelli colorati. Provate a rappresentare con disegni e/o a descrivere con parole un vostro difetto: fatelo come se fosse una caricatura. Quando avete terminato viene la parte difficile: provate a vedere i lati “positivi” di questo vostro difetto. Ad esempio: sono un po’ ficcanaso, quindi mi raffigurerò vestita da ispettore, con una bella lente d’ingrandimento in mano. E ora provo a vedere i lati positivi: mi interesso alle storie delle persone, faccio molte domande, scopro e imparo sempre cose nuove.

Esercizio 3: il punto di vista dell’altro e l’empatia

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“Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare”

Wonder non racconta solo la storia di Auggie, ma ci fa vedere quello che pensano e provano nella stessa situazione persone diverse: c’è la sorella che sente di non poter dare altre preoccupazioni ai genitori, c’è l’ex migliore amica della sorella che si vergogna di alcuni suoi errori del passato, ci sono anche i bulli e le loro storie familiari.

  • Esercitiamoci a immaginare il mondo dal punto di vista degli altri, per ricordarci chi sono gli altri e cosa stanno affrontando nella vita. Anche noi genitori mettiamoci nei panni dei nostri figli e guardiamo il mondo dal loro punto di vista. Ecco un esercizio divertente per imparare a guardare da altri punti di vista: prendete una storia e raccontatevela dal punto di vista dell’antagonista. Come sarebbe la storia di Cappuccetto Rosso se la raccontasse il lupo? E Cenerentola dal punto di vista delle sorellastre?

Esercizio 4: i messaggi effetto standing ovation

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“Tutti nel mondo almeno una volta nella vita dovrebbero ricevere una standing ovation”

Auggie alla fine del suo percorso arriva a questa consapevolezza. Noi ne siamo convinti?

  • Prendi un foglio e scrivi a tuo figlio un motivo per cui lo apprezzi. Dagli il biglietto e osserva come ti senti e come si sente lui.

Esercizio 5: lettura condivisa ad alta voce

“Il modo migliore per misurare quanto sei cresciuto non sono i centimetri o il numero di giri che puoi percorrere ora attorno alla pista. È ciò che hai fatto con il tuo tempo, come hai scelto di trascorrere le tue giornate e di chi ti stai prendendo cura.”

Wonder è un film molto bello, ma vi ricordiamo che è tratto da un libro che consigliamo a tutti i ragazzi e non solo. Anzi, ci sono più libri di Wonder (Il libro di Julien, Il libro di Christopher, Il libro di Charlotte).

  • Il quinto esercizio è un invito alla lettura e alla lettura condivisa. Prendete i libri di Wonder e leggeteli insieme ai vostri figli. Se vi state chiedendo se ha senso leggere ad alta voce per un bambino che sa già leggere, la risposta è sì, perché è un gesto di vicinanza, è un’attività condivisa che permette di dialogare su temi importanti ed è un modo semplice ma efficace per appassionare alla lettura.