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6 videogiochi “indie” italiani da tenere d’occhio

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In Italia si gioca molto, ma si producono relativamente pochi videogame. Secondo il rapporto di AESVI sul periodo 2011-2015, nel nostro Paesi ci sono infatti 29,3 milioni di gamer – quindi, quasi un italiano su  due gioca. Nel frattempo è uscito Fortnite e le percentuali non possono che essere cresciute.

Purtroppo, al di là di situazioni molto rare – come per esempio gli Studios di Milestone a Milano o quelli Ubisoft della filiale meneghina del colosso francese – la produzione tricolore non è quantitativamente ragguardevole quanto si potrebbe pensare vedendo questi dati e considerando che una delle virtù riconosciute universalmente agli italiani è quella della creatività. Tuttavia, esiste un fertile sottobosco di creazioni “indie”, piccoli studios sparsi sul territorio che stanno faticosamente cercando di emergere con i loro prodotti: molta passione e, come c’era da aspettarsi, parecchie idee originali.

In occasione dei recenti eventi Games Week 2018 e di Lucca Comics & Games, abbiamo incontrato parecchi developer italiani e visto i loro prodotti. Ecco quindi una selezione di sei titoli “indie” che potrebbero piacere ai vostri figli/fratellini/nipoti.

Cosa sono gli “indie”?

Quando parliamo di videogiochi, con “indie” (i pellerossa non c’entrano, arriva da “independent”!) definiamo quei titoli che non hanno un distributore o un editore – almeno inizialmente – e che cercano di emergere e farcela da soli. Il mercato degli “indie” nel mondo è letteralmente trasbordante: grazie agli store digitali come Steam su PC, Google Play e iTunes su mobile, pubblicare un videogioco non ha più costi di distribuzione – considerato che fino a un decennio fa, chi voleva pubblicare un gioco doveva investire nella stampa dei DVD, nella distribuzione delle confezioni, nei negozi fisici e via dicendo. Oggi, invece, gli store non chiedono grossi anticipi, ma solo una percentuale sugli introiti: questo ha eliminato molte barriere all’ingresso ed è quindi normale che ogni mese escano su Steam più di  700 videogiochi nuovi – a inizio anni 2000, uscivano forse 200 titoli in un anno. Si sono moltiplicate anche le “scuole” per diventare programmatori, designer e grafici di videogiochi, come la Games Academy di Digital Bros a Milano, specificatamente pensate per chi “da grande” vuole fare videogame.

1) Slaps and Beans, un indie italiano di successo

Un esempio di “gioco che ce l’ha fatta” è Slaps and Beans. Creato da un manipolo di gamer appassionati  di Bud Spencer e Terence Hill, è un divertentissimo videogame ispirato ai film Altrimenti ci arrabbiamo, Lo chiamavano Trinità e alla cinematografia dell’esplosiva coppia di comici “picchiatori”. Slaps And Beans è stato realizzato per PC sfruttando la piattaforma di crowdfunding Kickstarter, dove ha raccolto più di 200.000 Euro e ha avuto un successo tale da essere “convertito” anche su console.

2) X-Light

Difficile non notare X-Light alla Games Week 2018: occupava un’area enorme della sezione indie. E se lo meritava: l’idea da cui muove è straordinariamente originale. Combina aspetti da platform puro con un  sistema di combattimento da dance game, in cui bisogna muovere le braccia e le gambe con il ritmo e nella direzione giusti. Protagonisti e ambientazione sono deliziosamente alieni e oscuri, ma può essere giocato serenamente – per quello che abbiamo visto – da ragazzini sopra i dieci anni. Lo sviluppo ci è sembrato più che avanzato, anche se era disponibile un solo livello da provare.

Per maggiori informazioni: XLightGame

xlight videogioco

3) Bacterica

Bacterica è un videogame  mobile che ricorda, nelle meccaniche, il gioco da tavolo UNO e il cubo di Rubik in due dimensioni. Ogni livello contiene dei quadratini di colore diverso, e dovrete muovere le colonne o le righe in modo da farli esplodere tutti insieme. Le “mosse” sono dettate da card utilizzabili in base a una quantità di energia limitata per ogni livello. Il gioco ci è sembrato praticamente pronto per essere messo sugli store mobile, e gli sviluppatori ci hanno confermato che stanno dando gli ultimi ritocchi.

Per maggiori informazioni: Indiconstruction

4) Xenon Racer

Si presentano con un “pedigree” di ottimo livello, forti del successo del divertentissimo Fruit Racers e di un passato negli studios più forti tra quelli presenti in Italia: i ragazzi di 3D Clouds stanno lavorando su Xenon Racer, che ha già un publisher internazionale (Sodesco) e promette di far rivivere le corse adrenaliniche e futuristiche di giochi come Ridge Racer e soci. Il progetto sembra già a uno stadio più che avanzato, e dovrebbe arrivare relativamente presto per PC, Xbox One, PS4 e addirittura su Switch. La grafica da urlo, velocissima, e il sistema di controllo ci hanno già conquistato.

Per maggiori informazioni: Xenonracer

5) The Hand of Glory

Un’avventura grafica non può mancare nella nostra panoramica. Negli anni ’90 era un genere popolarissimo e molti “anta” di oggi vi potranno dire di aver passato notti a risolvere le vicende di Monkey Island o King’s Quest. Oggi ci sono relativamente poche avventure in uscita pubblicate dai giganti: notevole l’eccezione di Square Enix con l’eccezionale trittico di Life is Strange, ma purtroppo abbiamo scoperto da poche settimane che un altro sviluppatore specializzato in avventure grafiche, Tell Tale, ha chiuso i battenti, a dimostrazione che il genere non va più come un tempo. Molte avventure però arrivano proprio dai giochi indie, e l’Italia non è da meno: ne è un esempio The Hand of Glory, avventura investigativa in cui dobbiamo scovare un temibile serial killer, girando per mezzo mondo – anche in Italia. Abbiamo giocato la parte iniziale dell’avventura e non ci è sembrata inadatta a un ragazzo/a di 14 anni, anche se va verificato il tema del serial killer. Intanto, potete provare la demo, già presente su Steam e scaricabile gratuitamente.

Per maggiori informazioni: la pagina su Steam

6) Major Push

Abbiamo incontrato il giovane autore di Major Push durante Lucca Comics, dove ci ha mostrato il suo gioco appena pubblicato. È una via di mezzo (ma la descrizione è molto limitante) tra gli scacchi e Campo Minato (il solitario di Windows ora diventato Campo fiorito in una esplosione di non violenza).

Dovete piazzare dei simboli sulla scacchiera e riuscire a “conquistare” la maggioranza rispetto all’avversario. Un po’ crudo nella grafica ma molto stimolante. Per ora è disponibile su Android (lo trovate qui ed è free) ma dovrebbe arrivare presto anche su iOS. Vedendo il video su quei supporti, scoprirete come funziona: scaricarlo sul cellulare non costa nulla, e magari piacerà anche ai “piccoli” di casa vostra, specie se giocano già a scacchi.

Per maggiori informazioni: Giova Games