#invasionidigitali, cultura partecipativa

#invasionidigitali, cultura partecipativa

Cosa sono le Invasioni Digitali di cui si sente tanto parlare in Rete dallo scorso 24 aprile? Sono invasioni pacifiche di musei, luoghi d’arte, siti archeologici, centri storici, piazze o qualsiasi altro luogo che ha una storia da raccontare. Sono invasioni organizzate da chiunque voglia aderire a questo progetto, rivolto a diffondere la cultura digitale e a sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media nell’opera di promozione e diffusione della cultura.

Dureranno fino al 4 maggio: si può decidere di prendere parte alle invasioni già a calendario o proporne di nuove, attivando sempre il “tam tam” sui social media (hashtag #invasionidigitali) prima, durante e dopo l’invasione.

La filosofia del progetto parte dalla considerazione che l’Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura. Perché il nostro patrimonio storico-artistico possa esprimere appieno le proprie potenzialità occorre intraprendere la strada dell’innovazione. L’accelerazione della rivoluzione digitale può contribuire in maniera esponenziale allo svecchiamento delle istituzioni culturali e favorire una concezione “aperta e diffusa” del patrimonio culturale. Attraverso le nuove piattaforme digitali e sociali del web si punta a incoraggiare la conoscenza e la partecipazione, attivando nuovi meccanismi di interazione e confronto della produzione e fruizione della proposta culturale. Per questi motivi Invasioni Digitali si rivolge non più a un pubblico ma a dei partecipanti all’offerta culturale.


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