Nativi digitali

I bambini hanno grande considerazione per gli organi di informazione, ma si sentono trascurati o mal rappresentati dai media, in cui individuano contenuti che li fanno sentire depressi o spaventati. È quanto emerge dalla ricerca “News and America’s Kids: How Young People Perceive and Are Impacted by the News” condotta da Commonsensemedia, che ha cercato di far emergere

Trascorrono molte ore davanti agli schermi, ma pensano di rappresentare un modello positivo. Temono che i propri figli possano diventare dipendenti da internet, ma credono che la tecnologia abbia un ruolo positivo nell’educazione dei ragazzi. Sono i genitori dipinti dalla ricerca The Common Sense Census: plugged-in parents of tweens and teens.

A 6 anni dall’arrivo sul mercato del primo tablet e a 4 dal lancio di Mamamò abbiamo pensato che fosse venuto il momento di tirare le somme sullo stato del digitale per bambini. A che punto siamo? Ecco le nostre riflessioni, a partire da 3 domande che ci siamo poste. App per bambini, esiste ancora un mercato? Che fine hanno fatto gli ebook interattivi? Competenze digitali, basta il coding?

L’app YouTube Kids rivolta ai bambini viene accusata di non filtrare contenuti pubblicitari di aziende che promuovono cibi poco salutari. La vicenda solleva il problema della gratuità dei contenuti, del ruolo predominante della promozione sull’editoria. E della pubblicità a cui spesso, inconsapevolmente, i genitori sono disposti a dare in pasto i propri figli.