Un figlio che naviga in Internet, sul pc di casa o su un device mobile, apre ai genitori tutta una serie di domande, timori e perplessità sull’eventualità che più o meno volutamente entri in contatto con immagini, video e persone non idonee o pericolose per lui.
La risposta, ormai è chiaro, non può più essere quella del divieto, ma del confronto, della mediazione, del dialogo e, sì, del controllo. Controllo che può essere inteso come vigilanza sul bambino alle prese con un dispositivo digitale oppure di applicazione di filtri che limitino le esperienze di navigazione e comunicazione del minore in Rete in base a dei settaggi predefiniti. Attraverso tali filtri si stabilisce infatti a priori cosa il bambino può vedere, quali siti, in quali momenti della giornata e per quanto tempo, da chi può ricevere posta ecc… Ci sono poi router che filtrano a monte il traffico su Internet consumato dai bambini su ogni device a loro disposizione in casa.
Un sistema di parental control o filtro famiglia è un software o un servizio che consente di evitare l’esposizione dei bambini a contenuti considerati per loro inopportuni, ma anche di limitare e monitorare il loro utilizzo del computer, per esempio impostando la durata e il numero giornaliero delle connessioni, i programmi e i videogiochi cui possono accedere.
La funzione principale di tali sistemi è quella di “blocco” di determinati contenuti, che si ottiene grazie all’attivazione di white list (che definiscono il “giardino protetto” di siti in cui il bambino può operare) e black list (siti a cui viene proibito l’accesso, ma anche parole chiave di ricerca). La funzione di blocco può avvenire anche in modo dinamico, cioè mediante filtri che si basano su analisi semantiche dei siti e che quindi inibiscono sul momento l’accesso a contenuti pornografici, siti di scommesse, siti razzisti, ecc.
Mediante profili di accesso distinti, genitori e figli possono quindi procedere a esperienze di navigazione differenziate. Il genitore detiene ovviamente l’account di amministratore, l’unico dal quale è possibile modificare le impostazioni di navigazione dei minori, che quando accedono al computer possono così navigare ciascuno nella modalità prestabilita.
Una giornalista del Wall Street Journal racconta come utilizza app e smartphones per controllare i propri figli e sapere in ogni istante dove sono e cosa stanno facendo. Ma è proprio un bene sapere tutto? O i nostri figli hanno il diritto ad una ragionevole libertà. Anche quella di sbagliare?
Debutta il 4 aprile Sky Kids, la prima mobile tv on demand dedicata ai più piccoli: tutti i programmi family di Sky visibili su tablet anche in modalità offline, senza pubblicità, all’interno di un ambiente sicuro dove i genitori possono controllare contenuti e tempi di visione.
Google ha annunciato il lancio di Family Link, un’app che permette ai genitori di controllare l’attività su internet dei figli sui device Android: visualizzare la cronologia dei dispositivi, limitarne l’utilizzo giornaliero e approvare quali app scaricare
Dalla necessità di rispondere alle preoccupazioni dei genitori sulla sicurezza dei contenuti video fruiti online è nata l’app Toca TV, il servizio di video streaming per i bambini dai 5 ai 9 anni pensato dallo sviluppatore svedese Toca Boca.
Un sistema di controllo parentale che consente di monitorare telefoni, tablet e computer di bambini e ragazzini modulando tale controllo sulle effettive esigenze dei singoli membri della famiglia e sul loro stile di vita.
il Gruppo Lisciani presenta Mio Phone, uno smartphone educativo per bambini dai 6 anni in su, dotato di parental control per gestire chiamate, messaggi e navigazione, sistema di geolocalizzazione e applicazioni ludico educative.
Un sondaggio di Kaspersky Lab Italia parla di genitori all’80% favorevoli all’utilizzo della tecnologia da parte dei bambini e attenti a dare delle regole e delle condizioni per l’utilizzo della stessa, come il controllo del tempo. Ma c’è aspettativa anche verso i sistemi di parental control…
Paquito Mix di Imaginarium combina le funzionalità di un tablet con quelle di uno smartphone, garantendo la sicurezza mediante un sistema di parental control. I genitori possono infatti settare tre diversi livelli di protezione in base alle età dei bambini.
KidzInMind, piattaforma web tutta italiana, è anche un’app che offre ai genitori e ai bambini una selezione di contenuti educativi (app e prossimamente anche video e audiolibri) da fruire in un ambiente protetto su tablet e smartphone. Su abbonamento, il test è gratuito per trenta giorni.
Forse non tutti i genitori sanno che un filtro di parental control potrebbe già essere integrato nel sistema operativo del computer che stanno utilizzando. Ecco cosa offrono Microsoft e Apple per il controllo e le limitazioni di utilizzo da parte dei bambini.
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