Programmazione per bambini

tynker

Il coding è uno strumento didattico importante per lo sviluppo del pensiero computazionale. Ormai entrata anche a scuola, la programmazione per bambini non serve a crescere futuri informatici, ma a stimolare i bambini a creare con le tecnologie digitali e non solo a interagire con esse, come spiega Mitch Resnick, uno degli svilupppatori di Scratch (il software di riferimento per la programmazione visuale, nato nel 2006 nel Media Lab del Mit di Boston).

Il movimento CoderDojo ha divulgato in tutto il mondo l’idea dell’apprendimento dei principi della programmazione giocando, anzi imparando a costruire il proprio gioco digitale, competenza che ogni bambino dovrebbe sviluppare, insieme a leggere e fare di conto.

Per fare questo, il panorama attuale offre diverse app per imparare a programmare rivolte a bambini, anche in età prescolare, da Tynker a SwiftPlaygrounds, da Hopscotch a Scratch Junior. Inoltre, il coding diventa protagonista con robot e altri giocattoli interattivi, da LEGO Mindstorm a Dash & Dot, da Cubetto a Bee-Bot.

Il libro di Marco Giordano e Caterina Moscetti “Coding e pensiero computazionale nella scuola primaria”. è una guida per docenti che offre percorsi per lo sviluppo del pensiero computazionale attraverso l’uso di Scratch come ambiente di apprendimento. Concilia in modo innovativo il coding con le esigenze curricolari tradizionali e pratiche didattiche già diffuse a scuola attraverso un approccio interdisciplinare.

A 6 anni dall’arrivo sul mercato del primo tablet e a 4 dal lancio di Mamamò abbiamo pensato che fosse venuto il momento di tirare le somme sullo stato del digitale per bambini. A che punto siamo? Ecco le nostre riflessioni, a partire da 3 domande che ci siamo poste. App per bambini, esiste ancora un mercato? Che fine hanno fatto gli ebook interattivi? Competenze digitali, basta il coding?