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selfie e adolescenti

Per chi è alla ricerca della propria identità, come i preadolescenti, il selfie – diminutivo di self-portrait, autoritratto fatto con uno smartphone e condiviso sui social – è uno degli strumenti più utilizzati per definire ciò che sono e che vorrei diventare. Permette infatti di entrare in contatto con il proprio ME, con la propria identità sociale e definirla, anche attraverso il confronto con gli altri.

Ci sono social in cui le domande possono essere poste in anonimato. Se sommiamo a questa caratteristica la delicata età degli iscritti (spesso adolescenti) e le dinamiche a volte crudeli del gioco dell’obbligo-verità, capiamo quanto queste piattaforme possano trasformarsi in un campo di gioco molto pericoloso. Ma quale bisogno dei giovanissimi intercettano social come ask.fm e il nuovissimo ThisCrush? Una domanda a cui i genitori dovrebbero tentare di dare una risposta.

foto dei figli su Facebook

Raccontarsi sui social rappresenta una nuova modalità di relazione che come esseri umani stiamo faticosamente scoprendo. Può piacere o no, ma non è questo il punto. Il problema si pone quando la condivisione di immagini e racconti della vita dei figli diventa esagerato. Quando cioè un genitore non fa altro che postare in maniera compulsiva la vita dei figli. Di questo si tratta quando parliamo di sharenting.