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Tuffarsi nel digitale al Salone per Ragazzi a Parigi con un’inviata speciale

A Parigi ha avuto luogo, per il trentesimo anno consecutivo, un evento che ci rammenta il valore e l’energia della letteratura per bambini e ragazzi: è il Salon du Livre et de le Presse Jeunesse.

Per tre giorni mi sono recata a Montreuil, luogo non luccicante che si anima di un’insolita frenesia nei giorni della manifestazione, per assistere a conferenze e raccogliere impressioni sul digitale, per seguire da vicino innovativi progetti e app in fieri.

All’esterno, cielo plumbeo, architettura post-industriale e, nel prato brullo antistante la fiera, gli striscioni della protesta degli insegnanti. All’interno, 450 espositori, 9 poli artistici, una mostra, sessioni di dediche, incontri, passeggini, ragazzini.
Nell’area digitale troneggiava un device formato XXL ad uso e consumo del pubblico di passaggio tra cui una paffuta bimba di due anni.

Da alcuni anni un’intera giornata viene dedicata al digitale e dalla piccola platea disorientata dei primi tempi si è arrivati, con questa edizione, ad una sala sold-out curiosa di conoscere le iniziative e i movimenti del settore.

Così come avviene in Italia si ha la sensazione generale, da parte dei protagonisti, che non si sia ancora abbandonata la navigazione a vista; se qualche applicazione ha conseguito risultati dignitosi, molti editori dichiarano risultati lontani dal ripagare lo sforzo fatto, anche se, all’unanimità, tutti registrano una crescita notevole di attenzione da parte dei lettori e degli investitori (premi, finanziamenti…)

Per tutta la durata del Salone nel “pôle numérique” gli espositori digitali presentano al grande pubblico le novità, in un continuo di dita che toccano, battono, scivolano; ma il luogo in cui si coglie il genuino fermento digitale è il MÏCE numérique del lunedì, dedicato ai professionisti, in un’area riservata sul tetto del salone.

Sulla scena si sono alternate proposte e presentazioni di progetti:

e-Toiles éditions, vincitrice con Dans mon rêve del BolognaRagazzi Digital Award 2012, nel nuovo anno pubblicherà Le lapin bricoleur, app forgiata sull’architettura dello spostamento per far esplorare un nuovo modo di scrittura e di lettura per l’interattività. Il lettore procede nel racconto scegliendo tra alternative proposte di narrazione con illustrazioni che ritornano ma dal significato diverso. Penso sarà una bella sorpresa.

L’Apprimerie éditions interactives, editore dell’eccellente Voyage au centre de la Terre (sia app sia ebook interattivo) con Et si la nuit si rivolgerà per la prima volta ai più piccoli, affrontando il tema del distacco prima della nanna e di quel momento in cui il bambino, prima circondato dalla famiglia, si trova solo a rielaborare il mondo che lo circonda, facendo dialogare reale e immaginario. Un’altra bella sorpresa.

L’app La pluie à midi, un progetto di Julie Stephen Chheng per le éditions volumiques propone l’originalità di un’interattività personalizzata da paramentri reali: il meteo, la data, l’ora tramite la geolocalizzazione dell’ipad, una storia sempre diversa legata a variabili coordinate spazio temporali.

La Mégalopole della giovanissima Cléa Dieudonné (cartaceo per L’Agrume) sviluppa un colorato e dettagliato racconto verticale, un vero libro digitale da srotolare. La versione cartacea e quella digitale diventano complementari, creando curiosità una nei confronti dell’altra.

E poi Axelle Desaint di Tralalere che ha pubblicato Patati Le chien qui joue avec les mots, ebook interattivo per giocare con il lessico e la corretta comprensione delle parole.

L’importante editore francese Nathan ha presentato al Mice le sue collane di libri digitali interattivi, esperienza innovativa e coraggiosa che sta rivoluzionando il modo di lavorare di un editore tradizionale, convintosi dell’esigenza di creare prodotti ad hoc per il digitale.

Interessanti le esperienze di Story Play’r, che offre in abbonamento una biblioteca digitale per bambini e che può essere “arricchita” dalla registrazione della lettura fatta da un genitore o dal bambino medesimo: ha colpito la premessa sulla “sacralità” del testo scritto, per giustificare l’assenza di animazioni o interazioni; un’argomentazione vagamente retrò, che forse ha il pregio di blandire l’utenza più conservatrice.

Di avviso diverso Totambox, che ha annunciato il lancio di una nuova app che permetterà di leggere libri ad alta interattività (per i più tecnici, quelli in formato ePUB3) anche sui tablet android; la prima sperimentazione avverrà sui tablet per bambini e ragazzi di kurio, diffusi in più di 2,5 milioni di pezzi tra le famiglie francofone anche in virtù di un accordo con grandi catene di distribuzione come FNAC.

Infine le Biblioteche di Francia. Non stanno ferme a guardare, una è diventata digitale. La BnF, Bibliothèque numérique des enFants, ha ottenuto il sostegno del Ministero della Cultura ed è destinata a giovani tra i 6 e i 12 anni. Il navigatore in erba si sposta tra le sale lettura virtuali, i laboratori, i percorsi di scoperta multimediale…e quando ha bisogno di un consiglio si avventura su Popapp, un portale ideato dal Salone al fine di presentare e diffondere una piccola selezione di produzioni di qualità… pas mal tout ça, non?!