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Glossario videogiochi e Hi-Tech: tutte le parole che devi conoscere!

glossario videogiochi

di Paolo Paglianti

FPS, 4K, picchiaduro, HDR, acquisti in-app: quando si parla di videogame e tecnologia, si parla la lingua dei giocatori, fatta di neologismi e termini rubati dall’inglese. Ecco le sigle e le definizioni usate più spesso dai gamer e dagli appassionati di tecnologia.

La redazione di Mamamò.it aggiornerà questa pagina regolarmente, aggiungendo definizioni e nuovi termini. Se c’è una parola di cui vorreste conoscere il significato o che secondo voi dovrebbe essere aggiunta, scrivete un commento qui sotto o mandateci una mail (info @ mamamo.it)!

4K o Ultra HD | Acquisto Digitale | Acquisti In-App | Arcade | Avventura Grafica | Battleroyale | Beta Test/Green Light/Accesso anticipato | Co Op | DLC | Easter Egg | FPS (Frame per second) | FPS (Genere di videogioco) | Full HD | HDR/HDR10 – High Dinamic Range | HFR High Frame Rate | LED/LCD/OLED | MOD | MMO(e MMORPG) | Mondo Persistente | Open World | Patch | Platform | Picchiaduro | Stealth | Streaming di un contenuto

Leggi anche: Guida all’acquisto della console – Un confronto tra Xbox One, Switch e PS4

4K o Ultra HD

È la risoluzione dei televisori più recenti. Lo schermo di ogni dispositivo digitale (cellulare, tablet, televisore, videocitofono, smartwatch) è costituito da piccoli quadratini che si accendono, spengono e si colorano (detti pixel), per disegnare le immagini che vediamo su TV, smartphone e via dicendo. Più quadratini ci sono, migliore è definizione dello schermo. Il 4K ha una risoluzione di circa  4.096 × 2.160 pixel (dalla prima cifra, “4”, viene la definizione di 4K). Quindi circa quattro volte la quantità di pixel presenti nella risoluzione Full HD.

In questa immagine di Wikipedia potete vedere un confronto tra i numeri di pixel su uno schermo 4K, uno schermo Full HD (1.080p), l’HD Ready (720). La risoluzione della TV “normale”, quella del tubo catodico e di molti emittenti anche odierne, è quella DVD.

Acquisto Digitale

I tempi dei DVD e dei Blu-Ray per i videogiochi stanno per finire. La maggior parte dei videogame già ora esce solo in formato digitale, ovvero è necessario scaricare tutto sulla propria console dagli store digitali di Microsoft, Sony e Nintendo. Il vantaggio degli acquisti digitali è che non correte il rischio di “graffiare” il disco o di perderlo; lo svantaggio è che generalmente i contenuti sono concessione di utilizzo, e in ogni momento può essere revocata senza restituzione del costo, come è successo di recente per il videogioco Deadpool, sparito dagli store digitali e non più scaricabile anche da chi lo ha comprato in passato.

Lo store digitale di Xbox One, con giochi in offerta e la possibilità di prenotarli prima dell’uscita.

Acquisti In-App

Nei videogiochi mobile (ma non solo, ora esiste anche per i giochi console e PC) spesso capita di scaricare il videogame in modo gratuito, e poi essere più o meno “costretti” a comprare delle aggiunte, oppure delle scorciatoie per risparmiare tempo. Quando in un gioco si arriva al punto in cui, senza pagare, è quasi impossibile proseguire, si parla di “money wall“, ovvero una muro che si supera solo pagando.

Arcade

Originariamente, con “Arcade” si definivano i videogame da sala giochi, quelli con i cabinati in cui dovevamo inserire le 200 lire per giocare. Oggi con Arcade si indicano i videogame (su qualsiasi piattaforma) più immediati e diretti, senza troppi ragionamenti. Slap and Beans è arcade, Layton assolutamente no.

Avventura grafica

Alla fine degli anni ’80 e per tutti gli anni ’90, uno dei generi più giocati al mondo era proprio quello delle avventure grafiche: giochi in cui il giocatore doveva ragionare su una serie di enigmi e coordinare verbi e oggetti per creare dei comandi articolati. Le prime avventure erano totalmente testuali, e parecchi (come chi vi scrive) giocatori hanno imparato l’inglese con il “parser”, la linea di controllo per inserire i comandi. Questa per esempio è la “speedrun” per completare uno dei giochi più celebri degli anni ’80, Zork I

Le avventure poi sono diventate grafiche, ovvero mantenevano la loro caratteristica di giochi “intelligenti”, ma al tempo stesso presentavano una scena di gioco in cui – solitamente – c’era il protagonista, le ambientazioni che lo circondavano, i personaggi con cui parlare. LucasArts, il publisher di videogame che faceva parte di Lucasfilm (quella di Guerre Stellari), diventò celebre proprio grazie a avventure come Monkey Island, Day of the Tentacle, Zak McKracken e soci. Nelle avventure Lucas, il protagonista solitamente non poteva mai morire e non c’erano vicoli ciechi. Anche Sierra, confluita poi in Blizzard (quella di Warcraft) pubblicò moltissime avventure grafiche, tra cui Police’s Quest, King’s Quest, Space Quest.  Qua sotto potete vedere il trailer “commentato” dagli autori del “remake” di Monkey Island, che su Xbox permette di passare dalla grafica “nuova” a quella originale.

Battleroyale

È il genere di videogame reso celebre da Fortnite e Player Uknown’s BattleGround. 100 giocatori vengono spediti su un’isola dove devono farsi fuori a vicenda: l’ultimo che resta in piedi ha vinto. Prende il nome dal film giapponese omonimo degli anni 2000. 

Beta Test/Green Light/Accesso anticipato

Spesso, gli sviluppatori e gli editori dei videogiochi permettono ai loro fan di provare il gioco prima che sia ultimato. Un esempio molto noto è stato Player Unknown’s Battleground (PUBG), giocato da centinaia di migliaia di giocatori in versione “non finita” (o beta). Come nel caso di PUBG, i giocatori sono pronti a comprarlo anticipatamente per poterlo provare subito, anche se in versione non completa.

Co Op

È una modalità di gioco online in cui i giocatori si aiutano tra loro invece che combattersi. Per esempio, nel gioco Unravel 2, platform in cui due gomitolini di lana si devono aiutare per procedere nella loro avventura.

DLC

Downloadable Content. Sono le “aggiunte” ai videogame. Possono essere nuove auto per Forza Horizon, magari nuove avventure per Lara Croft. Generalmente hanno un costo (tra i 5 e i 10 euro, ma si arriva anche a 30 in alcuni casi di espansioni corpose) e si scaricano da Internet, non sono vendute nei negozi fisici. Spesso i giochi di grido (come Assassin’s Creed) propongono un “game pass”: appena compri il gioco base paghi questo Pass per prenotare e acquistare in anticipo tutti i DLC futuri, a un prezzo più à basso della somma delle parti.

Easter Egg

In molti videogame e film (nerd, soprattutto) ci sono citazioni nascoste. In inglese si chiamano “Easter Egg”, come fossero uova di pasqua – nella tradizione anglosassone, le uova pasquali sono nascoste e i ragazzini devono cercarle. Un film pieno di Easter Egg è il recente Ready Player One, un film di fantascienza distopico del 2018 diretto da Steven Spielberg.

In questo video di IGN USA, i 138 easter egg scovati finora in Ready Player One

FPS (Frame per second)

Il numero di “fotogrammi” al secondo di un film o un videogioco. Per il cinema 24 al secondo sono già ottimi, per i videogiochi i gamer più appassionati pretendono i 60 FPS.

FPS (Genere di videogioco)

First Person Shooter. Sono gli sparatutto in prima persona, dove vedete il mondo di gioco attraverso gli occhi del protagonista. Per esempio, Call of Duty o Doom.

Full HD

È la risoluzione della maggior parte dei televisori in circolazione. Lo schermo di ogni dispositivo digitale (cellulare, tablet, televisore, videocitofono, smartwatch) è costituito da piccoli quadratini che si accendono, spengono e si colorano (detti pixel), per disegnare le immagini che vediamo su TV, smartphone e via dicendo. Più quadratini ci sono, migliore è definizione dello schermo. Il Full HD ha una risoluzione di 1.920 x 1.080 pixel. Vedi anche la definizione di 4K.

HDR/HDR10 – High Dinamic Range

E’ una tecnologia utilizzata in diversi ambiti: nei videogiochi, dalla telecamera del vostro cellulare, e sugli schermi TV più recenti. Il suo scopo è creare una transizione il più possibile realistica tra le zone di luce e quelle più scure sullo schermo.

HFR High Frame Rate

È una modalità di riproduzione video con un numero più alto di fotogrammi per secondo. La troverete al cinema, ma non tanto spesso: il film che ha reso celebre questa modalità è Lo Hobbit nel 2012, ma non ha conosciuto una grande diffusione.

 Nel video qua sopra, Youtube spiega come funziona l’HFR

LED/LCD/OLED

Gli schermi che abbiamo attorno a noi, siano essi TV, celllulari o tablet, utilizzano essenzialmente due tipi di tecnologie. Semplificando al massimo, gli LCD (da cui derivano i più recenti LED) hanno una “lampada” dietro lo schermo, e sullo schermo ogni pixel si “apre” o “chiude” per far passare la luce, con una determinata tonalità di colore. Negli OLED (come nei “vecchi” plasma, ormai fuori commercio) ogni singolo pixel si illumina in modo indipendente. Per questo motivo, i toni neri e i grigi scuri si vedono meglio sugli OLED: negli LCD, anche chiudendo al massimo un pixel, la luce accesa posteriormente fa comunque passare un po’ di luminosità.

Il video di How it works che spiega come funzionano gli LCD (in inglese)

MOD

Derviva da “modification” ed è un adattamente, generalmente realizzato da appassionati, per un videogioco. Uno dei primi, per esempio, è stato il Mod “Aliens” per lo sparatutto Quake, realizzato da un singolo utente che ha “ridisegnato” il mondo di gioco adattandolo al film Alien (e, secondo la leggenda urbana, è stato addirittura contattato dagli sviluppatori del gioco Aliens vs Predator. In effetti, molti “modder” (chi crea mod per i videogiochi) hanno trovato lavoro nell’Industry dei videogiochi proprio avendo dimostrato di essere in grado di creare dei progetti articolati e ambiziosi. Oggi i Mod sono facilmente scaricabili e integrabili nei giochi originali grazie a Steam, che mostra per ogni titolo i Mod più gettonati e downloadati.

MMO (e MMORPG)

MMO sta per “Massively Multiplayer Online” (game), e indica tutti i giochi in cui si gioca in multiplayer su un mondo online, generalmente persistente (vedi definizione qua sotto). Inizialmente erano quasi tutti giochi di ruolo (da cui MMORPG, ovvero “Massively Multiplayer Online Role Play Game”, l’acronimo originale), come World of Warcraft, Ultima Online e il recente e sfortunato Fallout 76, ma poi sono iniziati a arrivare anche sparatutto online (come Destiny o World of Tanks) e stratetigici (Company of Heroes).

Mondo Persistente

Nei videogiochi online, i mondi “persistenti” sono quelli che continuano a esistere anche quando siete scollegati. Per esempio, quando giocate a Fortnite, al termine della partita il mondo di gioco dove avete combattuto insieme ad altri 99 giocatori viene resettato e resta solo un ricordo e un highscore. In giochi di ruolo come World of Warcraft, il mondo di gioco invece continua a esistere, magari per anni. Se vi ricollegate dopo un mese, scoprirete che qualcosina è cambiato (magari un confine, o le bandiere che svettano su una fortezza), ma il resto del mondo è rimasto identico.

Open World

E’ un genere di videogioco dove il protagonista non è “incasellato” in un’area limitata ma può girare liberamente per tutta la città o la regione. Un esempio è StarLink, dove potete decidere in ogni momento di esplorare ogni angolo di uno dei pianeti del sistema Atlas oppure di puntare la prua del vostro caccia verso lo spazio e vagare tra asteroidi e relitti spaziali, ma anche la serie Assassin’s Creed.

Nela serie Assassin’s Creed ci sono tra i migliori giochi open world: nel più recente Odyssey potrete girare per tutta la Grecia!

Patch

Spesso e volentieri, i publisher di videogiochi pubblicano degli aggiornamenti per i loro giochi – generalmente anche al Day One, quando il gioco è appena uscito, troverete una corposa patch da scaricare. Per fortuna, è possibile attivare una funzione su tutte le console che permette loro di scaricare le patch mentre sono spente (in realtà, in stand by). Così quando le accendete per giocare, è già tutto pronto.

Platform

Un genere di videogame in cui, essenzialmente, si salta. Rimasto quasi invariato dai tempi delle prime console, nei platform si procede generalmente da sinistra verso destra evitando nemici e ostacoli, saltando da una piattaforma all’altra (da cui il nome). L’esempio più celebre è Super Mario, ma esistono platform di ogni tipo e per ogni piattaforma. Per esempio, potete provare anche su cellulari l’eccellente Max: Curse of Brotherhood oppure il reboot di Tropical Freeze.

Picchiaduro

Sono i giochi in cui ci si picchia, come per esempio Street Fighter e soci. Il giocatore “impersona” un lottatore, magari esperto di arti marziali più o meno note. Anche Slaps and Beans è, tecnicamente parlando, un picchiaduro.

Bud Spencer sta spiegando la sua versione di “discussione”, con due nemici tramortiti presi per la cintura: Slaps and Beans è un vero picchiaduro!

Stealth

E’ un genere di videogame in cui bisogna nascondersi nell’ombra e non farsi notare, invece di uscire allo scoperto e uccidere tutti. Sempre più spesso capita di vedere in uno stesso gioco la possibilità di giocare sia “alla Rambo” sia in modalità Stealth.
 

La serie di videogame Splinter Cell è uno dei migliori esempi di gioco Stealth: il super agente segreto Sam Fisher è equipaggiato con i migliori ritrovati Hi-Tech e le armi più avanzate, ma per sopravvivere deve evitare il più possibile i combattimenti diretti.

Streaming di un contenuto

Per film e serie esiste già, per i videogiochi ci stiamo arrivando. Invece di avere il contenuto di cui volete usufruire nel vostro apparecchio (per esempio, un film o un gioco scaricato sulla console), lo vedete o ci giocate mentre viene trasmesso da un computer più potente magari dall’altra parte del mondo. Netflix è l’esempio più noto di piattaforma che permette di vedere in streaming i film e le serie.