Il futuro dei contenuti digitali. iKids Awards

Il futuro dei contenuti digitali. iKids Awards

Spulciando tra i nomi dei finalisti degli iKids Awards, premi alle migliori produzioni interattive per bambini, che saranno assegnati il prossimo febbraio nell’annuale conferenza newyorchese iKids, si trovano molti colossi dell’intrattenimento come Disney, Nickelodeon, Warner Bros e Cartoon Network (Time Warner) o nomi dell’universo mediatico americano come il network televisivo PBS Kids. Pochi editori – tra cui la divisione Media di Scholastic e Sourcebooks – diverse case di produzione video e start-up ormai affermate, come Night & Day Studios, sviluppatori della fortunata app per piccolissimi Peekaboo, che qui ha candidato Yummiloo Rainbow Power.

Tra i titoli da segnalare per la fascia prescolare l’app per imparare a contare Elmo Loves 123s di Sesame Workshop, con gli irresistibili personaggi di Sesame Street, e i libri personalizzabili attraverso la piattaforma Put me in the story di Sourcebooks (solo in inglese).

Per il bambini dai 6 anni in poi spiccano:

  • il gioco in formato app Loot Pursuit: Tulum, che offre una “quest” tra rovine Maya in cui viene premiata l’abilità a risolvere enigmi matematici,
  • il sito School of Dragons che riprende i personaggi del film “Dragon Trainer” della Dreamworks e si sviluppa come una piattaforma di gioco legata ad una community, mixando gioco di ruolo e storytelling. Da provare, anche se richiede di scaricare un plug-in ed è pesante da caricare.
  • la vera chicca Time Tremors AGO sviluppato da Xenophile Media per The Art Gallery of Ontario, che trasforma la scoperta degli spazi museali e delle opere d’arte in una caccia al tesoro attraverso il tempo per tutta la famiglia.

Significativo che nella categoria “Miglior eBook” per la fascia dai 6 anni non figuri nessun editore, ma il già citato Nickelodeon, un produttore di giochi basati sullo storytelling (Pinkerton Road), uno sviluppatore di una piattaforma social di condivisione per famiglie (Fingerprint Play) e un produttore di cartoon e serie tv (Bento Box). Sicuramente la rosa dei finalisti è influenzata dalla natura di un premio che si rivolge in generale alle produzioni mediatiche per ragazzi e vede quindi le major far la parte del leone. Ma la presenza di categorie come app e ebook anche negli iKids Awards indica che ormai il mondo dell’editoria tradizionale e quello del cinema e delle serie tv per ragazzi non sono più così nettamente separati. Si dovrà parlare sempre di più di contenuti digitali per bambini/ragazzi in genere, che verranno declinati su media differenti, in una dimensione crossmediale. E se gli editori non usciranno dai propri confini con alleanze strategiche e nuove competenze interne, saranno l’industria dell’intrattenimento e le start up digitali a invadere la prateria ormai priva di steccati dell’editoria.