Roberta Franceschetti

Lavora da 15 anni nel mondo della comunicazione e dell'editoria, occupandosi soprattutto di nuovi media. Giornalista, dopo la laurea in lettere, ha conseguito un M.A. al Royal College of Art di Londra e un master in editoria digitale al Politecnico di Milano. Ha lavorato per case editrici, agenzie ed enti come Giorgio Mondadori, Condé Nast, Franco Maria Ricci, Artefice, Ministero delle Finanze, Regione Puglia.

Torna dal 18 al 22 maggio 2017 al Lingotto di Torino il Salone del Libro. Due importanti novità di questa edizione sono gli spazi digitali per ragazzi del Bookstock Village, che quest’anno raddoppiano, con l’Aula 2030 e la Biblioteca Digitale curate da Riconnessioni, il progetto della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con Mamamò.it.

In un recente articolo del New York Times lo psicologo Adam Alter metteva in guardia gli adolescenti dai pericoli rappresentati dalla tecno-dipendenza. I like di Facebook scatenano nel nostro cervello reazioni paragonabili a quelle di una vincita di denaro. Eppure, talvolta sono gli immigrati digitali ad essere più a rischio.

I bambini hanno grande considerazione per gli organi di informazione, ma si sentono trascurati o mal rappresentati dai media, in cui individuano contenuti che li fanno sentire depressi o spaventati. È quanto emerge dalla ricerca “News and America’s Kids: How Young People Perceive and Are Impacted by the News” condotta da Commonsensemedia, che ha cercato di far emergere