Lavora da 15 anni nel mondo della comunicazione e dell'editoria, occupandosi soprattutto di nuovi media. Giornalista, dopo la laurea in lettere, ha conseguito un M.A. al Royal College of Art di Londra e un master in editoria digitale al Politecnico di Milano. Ha lavorato per case editrici, agenzie ed enti come Giorgio Mondadori, Condé Nast, Franco Maria Ricci, Artefice, Ministero delle Finanze, Regione Puglia.
Se avete un figlio o una figlia adolescenti, sicuramente avrete sentito parlare di Instagram e TikTok. Sono questi i social media dove i ragazzi costruiscono la propria identità sociale. TikTok consente di condividere video brevi che vengono consumati velocemente, in cui i ragazzi si esibiscono in un karaoke all’incontrario.
La crossmedialità ci ha abituato a nuovi mondi narrativi, in cui ognuno può entrare da una porta di accesso diversa. Per questo i diversi canali attraverso cui viaggiano le storie si influenzano, anche in termini di diffusione, come ha evidenziato una recente indagine AIE sul rapporto tra serialità tv, lettura e acquisto di libri. Da cui emerge come le serie tv facciano bene ai libri.
Anche l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) prende posizione rispetto allo screen time. Le nuove linee guida definiscono in modo stringente i limiti per il tempo che i bambini al di sotto dei 5 anni possono trascorrere davanti ad uno schermo e promuovono il gioco fisico nella prima infanzia.
Il digitale offre grandi opportunità per educare alla sostenibilità ambientale, sia nel contesto scolastico che a casa. Dai grafici interattivi, ai database di immagini e suoni, alle app ludiche. Come sempre, basta sapere dove cercare le risorse didattiche e come utilizzarle.
Più di 170mila bambini ogni giorno accedono alla rete per la prima volta. Se ne sono resi conto per primi gli inserzionisti e i produttori di contenuti, per i quali il pubblico da catturare online è sempre più rappresentato da minori. La loro massiccia presenza online pone però crescenti problemi per la tutela della loro privacy.
Il 2 Gennaio di quest’anno è stato rilasciato Scratch 3.0, l’ultima versione del software di programmazione visuale creato dal MIT, che presenta notevoli aggiornamenti rispetto alla precedente. Per prima cosa, è stata sviluppata in HTML/Javascript. Quindi, per la prima volta, non ha componenti in Flash e pertanto può essere usata anche online sui tablet.
Sfera Ebbasta ha 1,1 milione di iscritti su YouTube, la Dark Polo Gang 589mila, Guè Pequeno 716mila, Capo Plaza 743mila. Sono loro alcuni dei trapper che catalizzano le visualizzazioni dei preadolescenti di oggi, macinano ascolti su Spotify e scandalizzano gli adulti. Ma perché piacciono ai ragazzi?
L’app “Fitoons” punta a incoraggiare i più giovani a seguire un’alimentazione e uno stile di vita sani. Lo fa, secondo il classico stile dello sviluppatore Avokiddo, cercando di sposare valori educativi e divertimento.
Il libro “Riconoscere le fake news in classe. Percorsi per una comunicazione consapevole in rete” di Maria Cecilia Averame, pubblicato quest’anno da Pearson nella collana “Insegnare nel XXI secolo” va incontro all’esigenza della scuola di educare i ragazzi al pensiero critico. Lo fa attraverso un ricco quadro teorico, esempi pratici e una serie di spunti interessanti di attività da portare avanti in classe.
Come utilizzano gli smartphone e gli altri dispositivi digitali i ragazzi e i loro genitori? Che ricaduta ha il digitale sulla vita famigliare? Sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere una ricerca di Common Sense Media e USC Annenberg.
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