Punti di Vista: Snow Globe Editions

Essere innovativi, con un occhio al sociale. È la mission di Snow Globe Editions, piccola casa editrice digitale – loro il libro-app Gambalunga e il Pirata Senzanaso – nata dall’esperienza della cooperativa sociale di Parma Terra dei Colori.
Abbiamo chiesto a Ilaria Dall’Olio, Presidentessa di Terra dei Colori e Dania Zanutta, Responsabile Marketing di Snow Globe Editions di raccontarci come una piccola realtà italiana possa sfidare il mercato globale dei contenuti digitali, rimanendo fedele alla propria vocazione sociale.
Mamamò: Come è nato il progetto Snow Globe Editions a partire dall’esperienza della Cooperativa Terra dei Colori?
Ilaria Dall’Olio: Terra dei Colori è una piccola realtà sociale che opera in servizi tradizionali a supporto dei giovani, dell’infanzia e dei disabili. Nel 2008-2009 abbiamo deciso – un po’ incoscientemente – di lanciarci nell’editoria tradizionale, pubblicando due libri – Gambalunga e il Pirata Senzanaso e l’Abbecedario di Gambalunga – che abbiamo portato al Salone del libro, ottenendo riscontri positivi sia in termini di critica che di pubblico: l’Abbecedario per esempio è stato adottato in diverse scuole. Ci siamo però scontrati con i grandi problemi dell’editoria, come la distribuzione: per essere interessante per un distributore, devi stampare un elevato numero di copie. Poi è arrivato il nuovo salto – ancora più incosciente – verso il digitale, che siamo convinti rappresenti il futuro. Anche in questo caso abbiamo avuto buoni riscontri e i numeri crescono, anche se molto lentamente.

Mamamò: Come pensate che le vostre radici nel sociale influenzino e rendano peculiare il vostro lavoro nel mondo del digitale per bambini?
Ilaria Dall’Olio: Intendiamo sfruttare la dimensione internazionale del mercato delle app per creare nuove forme di fundraising e contenuti a valenza sociale. Stop the Mosquito per esempio è al tempo stesso un’app e un progetto di solidarietà che favorisce l’inserimento lavorativo di persone in condizione di fragilità. Inoltre stiamo collaborando con un’associazione che lavora negli ospedali pediatrici per realizzare un’app rivolta ai bambini degenti e alle loro famiglie, che affronti attraverso un racconto interattivo temi difficili come la malattia, gli esami diagnostici, l’ospedalizzazione. Il ricavato andrà a finanziare progetti all’interno dell’ospedale stesso.
Il Multimedi@bus è invece un mezzo mobile attrezzato con strumentazioni informatiche, che lavora in strada con i ragazzi puntando al loro coinvolgimento attraverso attività attrattive come una web radio e un blog.

Mamamò: Come cooperativa gestite servizi all’infanzia. In che modo questo influenza il lavoro di Snow Globe Editions?
Ilaria Dall’Olio: Il nostro punto di forza è sicuramente il punto di osservazione privilegiato. Gestiamo direttamente servizi per l’infanzia, ispirandoci al modello Reggio Children, e abbiamo quindi un contatto diretto con i bambini. Testiamo i nostri prodotti con loro fin dalla prima fase di lavorazione. Questo è stato fondamentale per esempio nella costruzione del personaggio di Gambalunga, che alcuni adulti vedevano come una figura “spaventosa”, essendo una grande palla nera. Invece i bambini l’hanno accolto subito senza problemi e ormai lo riconoscono come familiare, tanto che viene usato per personalizzare anche servizi come le ludoteche.
Anche la storia di Gambalunga, così ricca e complessa, è stata testata su bambini di età differenti. Quelli di 4 anni, a differenza di quelli di 9, non riuscivano per esempio a comprendere i salti temporali, ma seguivano comunque il racconto. La forza dei bambini rispetto agli adulti è la loro propensione a sperimentare: l’adulto ha bisogno di indicazioni e istruzioni a cui aggrapparsi (per esempio una parte che gli spieghi i percorsi di navigazione dell’app), il bambino invece sperimenta finché non trova la strada giusta.
Mamamò: Il pirata Gambalunga nasce da un libro cartaceo. L’età del bronzo, che è in uscita, invece è un’app nativa. Come cambia il lavoro di un editore nei due casi?
Ilaria Dall’Olio: Gambalunga è nato come libro cartaceo e si è poi trasformato in libro digitale interattivo – e non un semplice libro trasferito su schermo – il che ha richiesto un lungo lavoro di rielaborazione. Con altre app, come l’età del bronzo, che è in uscita, abbiamo lavorato con un fumettista che disegna già in digitale, cosa che semplifica le fasi di produzione. Chi è abituato a lavorare su carta deve rivoluzionare completamente il proprio approccio per lavorare in digitale.

Mamamò: Le vostre app sono distribuite in Italia e all’estero. Quali differenze avete rilevato nel mercato italiano rispetto agli altri?
Dania Zanutta: Gambalunga è tradotto in 7 lingue. L’ultima ad essersi aggiunta è il cinese. Diciamo che al momento esistono 3 realtà diverse: l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti. La situazione italiana è quella meno evoluta, anche rispetto a paesi come la Germania e la Gran Bretagna. Negli USA invece abbiamo toccato con mano l’”industrializzazione” del sistema, non solo per l’alto numero di siti dedicati al mondo delle app, ma anche per i meccanismi di promozione. Esistono ormai procedure codificate per ottenere una recensione e per entrare in classifica. Le recensioni sono a pagamento. Ma anche se paghi non hai comunque la garanzia che la tua app venga pubblicata, né tantomeno che venga recensita positivamente.
Mamamò: Qual è la strategia che una piccola realtà italiana deve adottare per affrontare il mercato globale delle app per bambini?
Ilaria Dall’Olio: Il costo di un’app è piuttosto elevato. Si va dai 30-35mila euro in sù. Per abbattere i costi di sviluppo si possono utilizzare tool editoriali, che si stanno diffondendo e che al momento stiamo prendendo in considerazione.
In ogni caso un buon sviluppo tecnologico non basta. Occorre investire anche nel marketing. Altrimenti si rischia di accendere tante micce, ma di non riuscire a provocare mai un incendio. È fondamentale quindi avere dei buoni consulenti per la promozione.
Dania Zanutta: Certamente un prodotto di qualità aiuta. Si dovrebbe calcolare come parametro, oltre al numero di download, quanto un’app venga conservata sul dispositivo. Molte app vengono scaricate e poi ben presto cestinate. Gambalunga invece rimane sull’iPad. Segno che viene apprezzata. L’altro elemento importante è diversificare, perché non si vive di solo download. Per esempio una società che organizza attività promozionali per aziende di prodotti per l’infanzia ci ha proposto una collaborazione che prevede l’utilizzo dei nostri servizi – tra cui le app – come premio. E poi è utile sviluppare partnership: noi collaboriamo per esempio da tempo con Paolo Ferri, docente di Teoria e tecnica dei nuovi media all’Università Bicocca di Milano e Livio Sossi che insegna Letteratura per l’Infanzia all’Università di Udine.
Consiglio quindi una buona strategia di marketing per la promozione, magari con qualche punto di riferimento all’estero che possa supportare l’attività di ufficio stampa, la partecipazione ad eventi e iniziative mirate. Poi innovazione e un po’ di fortuna, che non guasta.