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Twitteratura. Riscrivere Pinocchio in 140 caratteri

È partito nel 2012 come un gioco su Twitter tra un gruppo di amici appassionati di letteratura, che si scambiavano Tweet sugli “Esercizi di stile” di Queneau, ed è diventato un fenomeno virale che quest’anno ha coinvolto 70 scuole e 2500 studenti in tutta Italia in una rilettura di un classico come Pinocchio.

Tw LetteraturaTwitteratura, prima che Twitter avesse da ridire sull’uso del proprio brand – la start up nata da questo divertissement, ha presentato al Salone del Libro di Torino che si è appena chiuso il suo #TwPinocchio, la riscrittura del classico di Collodi nei canonici 140 caratteri. Il progetto ha aggregato una community di insegnanti e studenti dai 6 ai 17 anni, che hanno letto, reinterpretato e condiviso tramite social network la storia del burattino che diceva le bugie. “Fissiamo un calendario di lettura del romanzo” – racconta Edoardo Montenegro, che si occupa della comunicazione di un grande gruppo bancario e ha fondato Tw Letteratura insieme a Paolo Costa, docente all’Università di Pavia e Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese – “Ogni scuola è libera di seguire il calendario ufficiale o leggere il testo con i propri ritmi. Ma il bello del gioco sta proprio nel leggere tutti insieme e condividere la storia in rete”.

Twitteratura nasce infatti come esperienza di social reading, che applicata alle scuole diventa strumento per la promozione della lettura e metodo didattico per abituare alla sintesi e all’interpretazione del testo. Il tutto attraverso un meccanismo coinvolgente come un gioco di società in rete, in cui assume un ruolo importante la dimensione teatrale e quella paratestuale, oltre che quella ludica, perché i giocatori più esperti interpretano la parte di Geppetto o del Gatto e della Volpe e perché a volte il vissuto e l’esperienza del reale si infilano nella trama del racconto.

“Con Twitteratura ti appropri del testo, lo fai tuo, lo smembri e lo manipoli, attraverso la tua personale interpretazione – spiega Montenegro – Abbiamo notato che i bambini in questo processo ‘eversivo’ sono molto più bravi degli adulti perché si mettono in gioco più facilmente e hanno meno inibizioni. Inoltre, è un meccanismo che riesce a coinvolgere proprio quegli studenti a cui la scuola non riesce a parlare e che si ritrovano a leggere testi come i ‘Promessi Sposi’ o i ‘Dialoghi con Leucò’ di Pavese, che mai avrebbero aperto se proposti attraverso i canali scolastici tradizionali”. C’è anche la possibilità di raccogliere i tweet migliori in un Tweetbook stampabile, ricomponendo così il testo originale in una versione alternativa.

A giugno uscirà la versione beta della nuova piattaforma Betwyll, finanziata grazie a Fondazione Cariplo, con cui Tw Letteratura proporrà alle scuole una serie di funzionalità integrate rispetto a Twitter, come la possibilità di scambiarsi tweet in un ambiente privato e di non pubblicarli su social network. Un aspetto che può essere interessante anche per le imprese, se applicato per esempio alla comunicazione interna o alle indagini sulla qualità percepita di prodotti e servizi.

Al momento, dato che l’età minima per iscriversi a Twitter è 13 anni, con i bambini delle elementari il gioco viene fatto su un classico foglio di carta con 140 spazi bianchi. Sono poi le insegnanti, attraverso un account di classe, a condividere i tweet in rete. Abbiamo testato questa modalità in un coinvolgente laboratorio al DigiLab del Salone del Libro di Torino in cui bambini e genitori hanno giocato a riscrivere il terzo capitolo del romanzo di Collodi. Thomas, 7 anni, era raggiante quando è riuscito a raccontare il 3° capitolo di Pinocchio in 140 caratteri con il suo primo tautogramma in G: “Il gentile Geppetto, generate le gambe del giocattolo, guadagna ginocchiate nel grugno dal gaglioffo”.