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Mowgli – il figlio della giungla

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Mowgli – il figlio della giungla, il nuovo adattamento Netflix del classico di Kipling

A partire dal 7 dicembre è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix un nuovo adattamento del grande classico di Rudyard Kipling. Il lungometraggio prende il titolo di Mowgli – il figlio della giungla. Molti di voi penseranno che un ennesimo adattamento della storia de Il Libro della Giungla risulta fin troppo noioso, ma la predizione potrebbe rivelarsi del tutto errata. Infatti, Mowgli – il figlio della giungla è diretto da Andy Serkis (il Gollum de Il Signore degli Anelli, per intenderci) e realizzato dalla Warner Bros che ha deciso di non far passare il film per le sale cinematografiche, ma di lanciarlo direttamente sulla piattaforma Netflix.

Già da queste premesse potete capire che siamo ben lontani dalle atmosfere dei rifacimenti disneyani del libro. In questo film siamo piuttosto di fronte a un adattamento più crudo, quasi animalesco, che ci fa vivere la giungla con i suoi pericoli e le sue ferree leggi. Qui Mowgli non è un piccolo bambino che cerca di sfuggire dalle grinfie di Shere Khan con l’aiuto dei suoi amici animali. In questo film Mowgli è un ragazzino in piena fase preadolescenziale, che si interroga sulla sua natura e che cerca di trovare il proprio posto nel mondo, il tutto scontrandosi con le leggi della giungla e con i suoi pericoli, il cui emblema è la tigre zoppa Shere Khan.

Ebbene sì, Shere Khan, come dice il nome stesso, è una tigre zoppa e questo è solo uno dei tratti del libro che non eravamo abituati ad immaginare e che invece vengono riproposti nel nuovo adattamento. Come lo è la figura dell’orso Baloo, che da simpatico burlone diventa il maestro dei cuccioli di lupo del branco, una figura non solo autoritaria, ma rispettata e saggia, un portavoce dei valori e delle leggi della giungla stessa. Ribadisco più volte il concetto di legge della giungla perché si tratta di una delle colonne portanti che muove la trama del film e che dà uno spaccato completamente diverso sugli animali della giungla rispetto agli adattamenti cinematografici de Il Libro della Giungla a cui siamo stati abituati.

Ma in Mowgli – il figlio della giungla c’è solo la giungla? Ovviamente no. Anche in questo lungometraggio il giovane Mowgli entrerà in contatto con il villaggio degli uomini. Questo incontro sarà all’inizio uno shock per il giovane abituato a vivere fra gli animali, poi, piano piano, Mowgli inizierà a sentirsi protetto e a casa, salvo poi capire che anche tra gli uomini vi sono luci e ombre, esattamente come nella cruda giungla.

Ci piace perché racconta una nuova storia di Mowgli e degli animali della giungla

L’elemento che si apprezza maggiormente di Mowgli – il figlio della giungla è il fatto che abbia ripreso alcuni degli episodi più importanti del libro di Kipling, a differenza di altri adattamenti cinematografici e non. Questo ci restituisce una storia diversa da quella che già conosciamo, una storia forse meno gioiosa, ma che riesce comunque a trasmettere tutta la sua potenza e i suoi insegnamenti. Così manca totalmente la figura di Re Luigi, invenzione della Disney, mentre è presente la famosa Corsa di Primavera tra i lupi per decidere chi si unirà alla caccia notturna del branco. Questo avvicinamento alla storia letteraria originale esalta alcune tematiche de Il Libro della Giungla per molti inedite. Questo film ci trasmette tutta la forza e la determinazione di Mowgli nello spingersi oltre i suoi limiti per poter essere accettato, la sua volontà di voler sottostare alle leggi della giungla e la necessità di infrangerle, le difficoltà di crescere e scoprire chi si è veramente. L’adattamento di Serkis ci dona dunque un punto di vista completamente nuovo sulla storia di Mowgli e sugli animali della giungla. Un punto di vista forse più crudo e ancestrale, ma valido e vivo.

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Menzione speciale per alcune scelte sulla realizzazione del film e il cast. L’attore Rohan Chand che interpreta Mowgli è di una bravura disarmante e sembra che la parte gli sia stata cucita addosso. Gli animali sono stati realizzati in motion capture, tecnica in cui il regista Andy Serkis è maestro, e anche se alcuni loro movimenti sembrano fin troppo esagerati, ogni imprecisione viene surclassata dalla profondità di sguardo e dalla potente mimica facciale che viene data a personaggi come Baloo, il serpente Kaa, ma soprattutto alla pantera Bagheera, personaggio complesso e ricco di sfaccettature.

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Mowgli – il figlio della giungla è perfetto per chi…

…vuole entrare di nuovo nel fantastico mondo della giungla indiana rivivendo le avventure di Mowgli. Il film piacerà sia agli amanti del libro da cui è tratta la storia sia agli appassionati del classico Disney, perché Serkis riesce a raccontare una storia viva, magica e senza tempo.

La crudezza di alcune scene e la brutalità della giungla non sono contenuti che allontanano bambini e ragazzi, ma anzi rendono conto delle leggi naturali della natura. Un film che parla delle difficoltà di crescere, contro le discriminazioni e contro le nostre paure, un film che rende conto del travagliato percorso verso la scelta di chi vogliamo essere davvero.