L’invidia è il vizio capitale che nessuno è disposto a confessare e trova oggi inestinguibile nutrimento nel confronto sui social. Come aiutare i ragazzi, ma anche noi stessi, a disinnescare questa bomba che distrugge sopratutto chi la prova?
Da un lato l’esigenza di relazionarsi, comunicare e condividere in Rete. Dall’altra la necessità di tutelare la propria privacy.
Come insegnare ai ragazzi il giusto equilibrio tra queste due esigenze?
Smartphone, pc, tv on demand, tablet sono ormai entrati nelle nostre famiglie: sono strumenti utili e di divertimento, ma è innegabile che a volte diventino ospiti invadenti nelle nostre vite e all’interno delle nostre relazioni: ecco alcuni suggerimenti per iniziare una dieta mediale in famiglia.
Raccontarsi sui social rappresenta una nuova modalità di relazione che come esseri umani stiamo faticosamente scoprendo. Può piacere o no, ma non è questo il punto. Il problema si pone quando la condivisione di immagini e racconti della vita dei figli diventa esagerato. Quando cioè un genitore non fa altro che postare in maniera compulsiva la vita dei figli. Di questo si tratta quando parliamo di sharenting.
Tutti siamo molto preoccupati che nostro figlio/a sia vittima di cyberbullismo: ma se fosse nostro figlio il cyberbullo, l’autore di danni on line? Quattro passi per reagire senza perdere la bussola.
Cosa possiamo fare se scopriamo che nostro figlio casualmente o intenzionalmente ha avuto accesso a contenuti pornografici, immagini di abusi o violenza, maltrattamenti, siti pro anoressia e bulimia o semplicemente contenuti o immagini non adeguati alla sua età e alle sue competenze cognitive ed emotive?
Educare ad un uso responsabile della Rete è un potente strumento di prevenzione che dobbiamo mettere in atto fin da quando i bambini sono piccolissimi.
I nostri figli sono vittime del binge watching? 6 C come Consigli pratici per contrastare questo fenomeno: Contenere, Contenuti, Conoscere, Condividere, Conversazione, Cambiare.
Il gruppo WhatsApp della classe nasce come strumento per condividere informazioni utili coinvolgendo tutti i genitori, ma spesso si trasforma in luogo di tensione, in cui si alimentano polemiche e processi sommari. Per evitare che accada, ecco la regola delle 5W.
In un recente articolo del New York Times lo psicologo Adam Alter metteva in guardia gli adolescenti dai pericoli rappresentati dalla tecno-dipendenza. I like di Facebook scatenano nel nostro cervello reazioni paragonabili a quelle di una vincita di denaro. Eppure, talvolta sono gli immigrati digitali ad essere più a rischio.
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