Seconda parte dell’articolo che racconta dodici usi dello smartphone, tra i tanti possibili, che si possono sperimentare in classe, facendo utilizzare i loro dispositivi personali in modalità Byod (Bring Your Own device).
Portare i propri dispositivi tecnologici a scuola è una delle opportunità più interessanti di una didattica attiva e aperta all’uso del digitale. In due articoli, di cui questo rappresenta la prima parte, vi racconto 12 usi dello smartphone che ho sperimentato a scuola con i miei studenti, facendo utilizzare i loro dispositivi personali in modalità Byod (Bring Your Own device).
Il Bett, la più grande fiera europea sulla didattica, la tecnologia e l’innovazione, si è tenuta a Londra a fine gennaio, come ogni anno. Le novità principali? Una continua personalizzazione dei percorsi di apprendimento integrati dal digitale, all’insegna del Byod.
Attraverso il BYOD (Bring your own device), le tecnologie a scuola possono essere impiegate per monitorare, rilevare e neutralizzare ogni barriera fisica o sociale. L’uso dei dispositivi mobili personali consente infatti di predisporre percorsi personalizzati di apprendimento, capaci di contribuire al benessere a scuola di ogni alunno.
Il Natale si avvicina e redooc.com ha deciso di renderlo ancora più speciale con un fantastico regalo: propone a tutti i bambini e le bambine dei primi anni di scuola Primaria un Calendario dell’Avvento fatto con giochi di numeri, sia su carta sia in versione App.
Il libro “Riconoscere le fake news in classe. Percorsi per una comunicazione consapevole in rete” di Maria Cecilia Averame, pubblicato quest’anno da Pearson nella collana “Insegnare nel XXI secolo” va incontro all’esigenza della scuola di educare i ragazzi al pensiero critico. Lo fa attraverso un ricco quadro teorico, esempi pratici e una serie di spunti interessanti di attività da portare avanti in classe.
Le mappe, mentali o concettuali, sono un grande aiuto per lo studio. Infatti danno la possibilità di orientarsi in un argomento, di sintetizzarlo, di tenere tutto sotto mano, in maniera visiva. Con queste 6 app costruire la propria mappa sarà facile e, spesso, anche divertente.
Daniela Bassi, grafica e autrice del libro “NO APP”, pubblicato da poco da Lapis Edizioni, racconta del suo progetto, che punta a stimolare la creatività digitale a partire dall’uso dello smartphone. Invece di proibire l’uso del telefonino, il libro NO APP propone una via alternativa che incentiva il pensiero creativo e divergente.
All’interno di progetti di educazione civica digitale si sente spesso parlare dell’utilizzo dei Social Network in classe. Tenendo presenti le difficoltà legate alla protezione dei dati e alle finalità commerciali dei social, ecco una serie di buone prassi di uso dei social media per la didattica.
In questi ultimi anni si sono resi disponibili diversi corsi sull’uso della LIM in classe, anche patrocinati e riconosciuti dal MIUR, a testimoniarne l’importanza nella didattica e il miglioramento dell’efficacia espositiva e comunicativa dei docenti, attraverso esercizi multimediali, video e altro. Ecco qualche proposta su come usarla al meglio a scuola.
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