The Book of Unwritten Tales: il punta e clicca fantasy

Sviluppato dalla software house tedesca King Art e pubblicato su Pc nel 2009 The Book of Unwritten Tales potrebbe essere descritta da un appassionato di lunga data come un’avventura grafica di stampo classico. Effettivamente The Book of Unwritten Tales si scontra un po’ con i canoni attuali di questa particolare tipologia di videogame, oggi per lo più assuefatta da opere con storie relativamente brevi o a puntate (come in una serie tv) e con pochi enigmi a favore di scelte morali che condizionano il proseguo dell’avventura.

Qui ci troviamo di fronte ad un gioco che ricorda i classici della LucasArts dei primi anni ’90 (The Secret of Monkey Island tanto per citare un nome famoso), non tanto per difficoltà degli enigmi, quanto più per quel mix di fantasy e ilarità che ha segnato l’epoca d’oro dei “punta e clicca”: scopriremo un mondo magico e colorato, abitato da creature mitologiche (elfi, draghi, nani, stregoni e molto altro) che ci accompagnano nell’avventura con simpatiche battute ironiche.

The Book of Unwritten Tales
A questo punto occorre dire che il gioco è disponibile sui soliti store online (Steam e Gog per esempio) ma, se possibile, meglio recuperare la versione fisica in qualche negozio oppure acquistarlo su store digitali meno noti come Zodiac così da riuscure ad ottenere anche i sottotitoli in lingua italiana. Detto questo, The Book of Unwritten Tales si dimostra un gioco molto intuitivo, immediato e quindi di facile utilizzo anche per chi non è abituato a videogiocare: basta semplicemente puntare il mouse nella destinazione che si vuol far raggiungere al proprio alter ego virtuale e cliccare sugli oggetti o sugli altri personaggi con cui si vuole interagire.

The Book of Unwritten Tales
Come già accaduto per altri videogame recensiti su Mamamò anche The Book of Unwritten Tales si dimostra un gioco ideale per i genitori che vogliono passare del tempo con i propri ragazzi divertendosi con un videogioco per tutte le età.

The Book of Unwritten Tales

Ambientato in un mondo che strizza l’occhio alla narrativa fantasy, un gremlin archeologo di nome Mortimer McGuffin deve vedersela con l’Esercito delle Ombre, una oscura armata che dà la caccia all’attempato professore nel tentativo di estorcergli il segreto che si cela dietro un potente artefatto capace di sconvolgere le sorti del mondo. Lungo la via incontreremo (e prenderemo il controllo) di tre improbabili eroi che, un po’ per s/fortuna e un po’ per uno strano gioco del destino, si ritroveranno coinvolti nella vicenda.

The Book of Unwritten Tales
L’avventura ci terrà impegnati per una ventina di ore circa. Gli enigmi sono molti, non frustranti, non difficili ma mai troppo banali; soltanto verso le ultime sezioni di gioco le cose si faranno leggermente più complesse, senza però mai diventare eccessivamente impegnative.
Il lato tecnico colpisce per il carisma e per la grafica modellata in 3D, che però resta ancorata –come prospettiva- alle due dimensioni, dandoci la sensazione di assistere ad un film in computer grafica e rendendo The Book of Unwritten Tales ancor più accessibile ai neofiti.

The Book of Unwritten Tales

In conclusione The Book of Unwritten Tales è una simpatica avventura “punta e clicca”. È classificato Pegi 3 ma è doveroso sottolineare che un bambino di 3 anni è meglio se affronti questo prodotto in compagnia di un adulto, non tanto per i contenuti (adatti a tutti) quanto per avere un aiuto nella risoluzione degli enigmi che, sebbene non impegantivi, possono comunque mettere in difficoltà un i più piccoli.