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World of Final Fantasy: non solo Pokémon

Ci tenevo a parlare su Mamamò di questo videogame (pubblicato a fine Ottobre 2016 su PlayStation 4 e PlayStation Vita) perchè potrebbe essere l’occasione giusta per far provare qualcosa di differente ai propri ragazzi, soprattutto considerato il fatto che sono sempre di più le coppie in cui, almeno uno dei due coniugi (se non entrambi) è un videogiocatore.
Ai giovanissimi piacciono molto i Pokémon (basti pensare al successo del recente Pokémon Go) mentre l’adulto, magari tra i 30 e i 40 anni, appassionato di videogame sicuramente ricorda con affetto gli episodi di Final Fantasy apparsi sulla prima PlayStation dopo la metà degli anni ’90, e ha forse continuato a divertisi con i capitoli successivi (da pochi giorni è proprio uscito Final Fantasy XV).
Ebbene questo World of Final Fantasy può essere visto come l’anello di congiunzione tra i due brand, un’opera che per certi aspetti cerca di rivolgersi alle nuove generazioni, per altri strizza l’occhio ai fan più datati.
Prima di continuare è bene fare una doverosa premessa: World of Final Fantasy è un videogame classificato Pegi 12. Ciò non è dovuto all’estetica che, come si può vedere dalle immagini, è molto innocente e adatta a tutte le età; il motivo è da ricercarsi nel gameplay, nelle modalità di gioco, che possono non piacere a tutti. Come già accaduto per altre opere analizzate su Mamamò anche in questo caso prima di un eventuale acquisto consiglio di comprendere bene se il proprio figlio/a è pronto per esperienze videoludiche meno frenetiche, più lente (ci sono anche molti dialoghi nel gioco), più strategiche, decisamente più narrative.
Come già precisato poche righe sopra, il massimo dell’esperinza genitore/figlio in questo caso la si ottiene se entrambi vogliono cimentarsi insieme in questa avventura.

L’incipit narrativo vede i due protagonisti, Lann e Reynn, risvegliarsi mano nella mano lungo una spiaggia soleggiata. Subito si accorgono di essere in preda ad un attacco di amnesia (il fatto di perdere la memoria è tipico di molti giochi di ruolo giapponesi): ricordano solo il proprio profondo legame fratello-sorella.
Da qui inizia un lungo viaggio (ci vogliono parecchie ore per portare a termine l’avventura) alla ricerca delle memorie perdute, attraverso mondi noti agli appassionati di Final Fantasy, che ci permetterà di incontrare bellissime creature e anche tanti eroi provenienti dagli episodi più apprezzati della serie (Rinoa, Squall, Vivi, Lighting, Cloud e tantissimi altri). Non manca quindi una generosissima dose di fan-service.

Passiamo ora a parlare della componente più ludica. Ci troviamo di fronte ad un gioco di ruolo in cui si esplorano città, foreste, deserti, monti e chi più ne ha più ne metta, ed in cui occorre prendersi del tempo per girare tra i menù di gioco in modo da ottimizzare l’equipaggiamento composto da oggetti, armature e magie sulla base di quanto recuperato durante l’avventura e sulla base delle strategia di attacco e difesa che vogliamo utilizzare. Ecco dunque spiegato un altro il motivo per cui World of Final Fantasy necessita di una certa dose di pazienza. Fortunatamente ci viene in aiuto la completa localizzazione in lingua italiana.
Il fulcro del gameplay sono i combattimenti che qui si svolgono con un sistema a turni piuttosto anacronistico: mentre oggi nei giochi simili sono piuttosto “automatizzati”, qui invece dobbiamo specificare ogni volta che azione far compiere ai nostri eroi (proprio come si faceva un tempo).
Inoltre, la maggior parte delle battaglie non si possono evitare e vengono generate casualmente durante l’esplorazione degli ambienti: anche questa è una trovata ripescata dal passato, sulla quale sarebbe stato meglio non tornare dato che i nemici non si vedono e, semplicemente, di punto in bianco ci si ritrova catapultati nello scontro senza la possibilità di aggirarlo.
A costo di ripetersi è bene ribadire nuovamente che World of Final Fantasy può dare soddisfazioni a fronte di una buona pazienza.

Come nei videogame dei Pokémon anche qui avremo una moltitudine di mostriciattoli da catturare (la maggior parte durante le battaglie) utilizzando una sorta di prisma magico che emula la più classica “Sfera Poké”. È simpatico notare come ogni creaturina si lasci acchiappare soltanto dopo aver soddisfatto determinati requisiti che toccherà a noi comprendere (ad esempio alcuni esserini non si faranno catturare se prima non li avremo attaccati con una precisa magia, altri dovranno essere addormentati con appositi oggetti, e così via).
Una volta catturati finiranno in una sorta di “Pokédex”e potranno essere addestrati per aiutarci durante l’avventura e durante l’esplorazione (ad esempio alcune creature ci permetteranno di vedere passaggi o oggetti altrimenti nascosti).

Il Battle System prevede inoltre la possibilità di schierare i personaggi sul campo di battaglia in tanti modi (persino uno sulle spalle dell’altro): è decisamente una cosa insolita e anche poco immediata. I risvolti strategici risultano poi interessanti ma, ancora una volta, occorre del tempo anche all’esperto per comprendere bene come sfruttare al meglio questa feature.

Ci sarebbero anche altri aspetti del sistema di gioco di cui parlare ma finerei per essere più che prolisso. Ciò che mi preme risottolineare è che World of Final Fantasy potrebbe (a seconda dei casi) essere una bella occasione nel caso in famiglia ci siano adulti e ragazzini entrambi appassionati di videogame ed in cerca di un gioco di ruolo da affrontare insieme.
Richiede tempo, esperienza e comprensione, ma l’esperimento potrebbe rieuscire.