I diritti digitali dei bambini: Giornata Mondiale dell’Infanzia

In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, che si celebra domani, mercoledì 20 novembre, è bene ricordare quelli che sono i diritti dei bambini in un mondo in cui la rete e i nuovi media giocano un ruolo crescente. Parlare di diritti digitali significa affrontare non solo temi legati alla sicurezza e alla protezione da ogni forma di maltrattamento, abuso o sfruttamento online, ma anche all’accesso a quelle reti e a quegli strumenti che consentono di sviluppare pienamente tutte le potenzialità dell’infanzia.
L’articolo 17 della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia (1989), dedicato al rapporto tra bambini e media, dice che ogni bambino ha il “diritto a ricevere informazioni provenienti da tutto il mondo, attraverso i media (radio, giornali, televisione) e ad essere protetto/a da materiali e informazioni dannosi”. La frase, aggiornata all’epoca di internet, si potrebbe tradurre nel diritto a ricevere, creare e condividere contenuti da e con tutto il mondo attraverso la rete e gli altri media e ad essere protetto dai pericoli che si annidano nel web attraverso un’adeguata educazione digitale.
La parte più povera del mondo e la parte più povera di ogni società nei paesi sviluppati sono invece spesso escluse dalle opportunità di internet e del digitale. Lo sottolinea il recente studio A Global Agenda for Children’s Rights in the Digital Age: Recommendations for Developing UNICEF’s Research Strategy, curato dalla London School of Economics per l’UNICEF. Il documento stigmatizza anche il fatto che i diritti digitali dei bambini siano spesso trascurati dalla ricerca e non ci siano dati su cui basare efficaci strategie di promozione dell’alfabetizzazione digitale e dell’accesso a fonti e strumenti che permettano di sfruttare appieno le potenzialità creative, di informazione e partecipazione dei nuovi media. Nella diffusione veloce anche se asimmetrica delle nuove tecnologie, spesso le opportunità educative degli strumenti digitali sono sottoutilizzate, mentre crescono pericoli come il cyberbullismo e la pedopornografia.
Parlando dello studio, Sonia Livingstone, professore della London School of Economics, ha detto: “Stabilire una distinzione tra offline e online sta diventando sempre più difficile. Dobbiamo aspettarci che ogni esperienza avrà d’ora in avanti una dimensione online. Internet quindi non può più essere considerato come marginale rispetto ai diritti dei bambini”.