Tecnologia in classe: come gestirla?

Tecnologia in classe

Siamo in tanti a fare il conto alla rovescia per il rientro o l’inizio della scuola dei nostri figli. Come scrive Karoline Knorr sul blog Making Sense del sito americano Commonsense, quest’anno nelle aule scolastiche (direttamente o indirettamente) entrerà più tecnologia.

Sono molte le domande che i genitori, i cosiddetti Immigranti Digitali alle prese con i figli Nativi Digitali, si pongono a riguardo. La giornalista, madre di un bambino, tra i quesiti più diffusi ha individuato i seguenti e ha dato delle risposte assai utili anche per noi genitori italiani, che al digitale ci affacciamo con maggior timidezza.

A che età dotare un bambino di un cellulare personale?

La risposta è in parte soggettiva e legata alla propensione e organizzazione di ogni famiglia. Un sondaggio condotto da Eurispes e Telefono Azzurro (2012) su un campione di 1.100 bambini e 1.523 ragazzi rivela che il 62% dei bambini (con meno di 12 anni) italiani ha un cellulare personale.
Dagli otto-dieci anni i bambini iniziano a fare pressioni per possederne uno e i genitori possono accondiscendere soprattutto per questioni di controllo e sicurezza. Un cellulare in mano ad un bambino dovrebbe comunque essere uno strumento utile per comunicare soprattutto con mamma e papà, discutibile quindi l’accesso a Internet e la presenza di videogiochi e fotocamera. Inoltre, vanno imposte sin da subito delle regole di utilizzo responsabile.

Quali regole per un corretto utilizzo del cellulare in classe?

Prima di tutto è necessario verificare le regole che la scuola adotta in merito: se ci sono, vanno ovviamente seguite. Il cellulare non va usato durante le lezioni, ma solo prima e dopo, soprattutto se si tratta di organizzare un rientro a casa o gestire un imprevisto. E noi genitori, evitiamo di mandare messaggini ai figli quando sappiamo che la lezione è in corso!
Inoltre, il telefonino può essere usato in modo scorretto dai ragazzi (video e foto non autorizzate di altri alunni e dei professori in primis): verificare che questo non avvenga è facile, basta dare un occhio ai loro cellulari.

E’ giusto essere amici dei propri insegnanti su Facebook?

Anche in questo caso, è la scuola a dover dare delle linee guida. Per comunicare su FB con gli alunni , è più opportuno che l’insegnate (sempre allineandosi con la gestione dell’istituto e con il limite di età di 13 anni previsto per l’iscrizione al social network) crei una pagina della classe, che possa essere utilizzata a fini didattici e di confronto tra i ragazzi. Se l’insegnate ritiene poi opportuno accedere a network dedicati alla scuola (come Edmodo), anche in questo caso è bene che si coordini con famiglie e istituto.

E mandare loro delle mail?

Sì è possibile, anche per genitori (sempre che l’insegnante lo consenta). In questo caso lo studente deve imparare a scrivere delle mail “strutturate”, con saluti di apertura e chiusura, utilizzando un tono meno colloquiale, evitando un eccesso di abbreviazioni, emoticons ecc… insomma, deve capire che non sta scrivendo ad un suo amico. Da evitare il “rispondi a tutti”.

E’ giusto che gli scolari portino in classe un iPod o un device per ascoltare la musica?

Anche in questo caso si devono seguire le regole della scuola (che evidentemente non ne consentiranno l’uso in classe durante le lezioni) e della buona educazione (meglio togliere le cuffie dalle orecchie se una persona ti parla). E poi accertiamoci che la musica per nostro figlio sia un vero piacere e non un muro per evitare una socializzazione difficile.

Come gestire il tempo che i bambini dedicano a videogiochi e device tech?

Prima che ricominci la scuola sarebbe bene stabilire con i propri figli un “piano”, per concordare il tempo dedicato ai videogiochi e agli device digitali. E’ utile infatti far capire loro che potranno intrattenersi online o videogiocare, ma solo dopo aver svolto i compiti e fissando dei limiti. Senza dimenticare però, che la tecnologia può servire anche per educare i nostri figli e per potenziarne l’apprendimento, scegliendo in modo oculato i contenuti che offriamo loro.

Il tempo della lettura a video vale come quello su carta?

Certamente, non ci sono controindicazioni, se non che vi dovrete accertare che il bambino stia realmente leggendo e non usando altre app! In questo senso, un semplice e-reader (come Kindle di Amazon) può essere più efficace di un tablet con molte funzionalità.

E’ opportuno inserire ore di educazione digitale nei programmi scolastici?

Sì sarebbe opportuno, proprio perché bambini e ragazzi sin da subito capiscano le conseguenze dei loro comportamenti in rete: cyberbullismo, ma anche  adescamento, furto d’identità, sexting, legalità. Su questi temi è possibile scaricare molto materiale (come testi e video) dal sito NavigareSicuri, un’iniziativa di Telecom promossa nelle scuole proprio per educare i giovani a vivere serenamente e correttamente nella dimensione digitale.

E’ opportuno usare sistemi di parental control sui device che diamo in mano ai nostri figli?

Il computer di casa e i device mobili possono essere protetti con sistemi di controllo parentale (come Windows Live Family Safety, Parental Control di Telecom, Davide.it e molti altri ancora per il computer, mentre per il tablet leggi qui) e con diversi settaggi di sicurezza, monitoraggio e restrizioni. In questo modo potremo lasciare libero accesso a Internet ai nostri figli, evitando che incorrano in contenuti non adatti alla loro età. Certo, l’ideale è che con il tempo imparino ad autoregolarsi e a vivere con consapevolezza i contenuti e le relazioni online.