Libri, lettura e nativi digitali

 

libri ed ebook

Il National LIteracy Trust, associazione non-profit britannica, ha reso noti i dati di una ricerca che ha coinvolto oltre 34mila bambini e ragazzi tra gli 8 e i 16 anni, secondo cui l’uso di libri digitali potrebbe essere dannoso per la lettura.

I ragazzi che leggono ebook hanno una minore probabilità di essere lettori forti, di apprezzare la lettura e di saper indicare un proprio libro preferito. Mentre il numero di ragazzi che leggono su schermo cresce – è raddoppiato negli ultimi due anni nel Regno Unito – crescono anche i timori degli effetti nel lungo periodo. Come l’abbandono della carta: sempre secondo la ricerca di NLT i ragazzi che leggono quotidiani sono passati dal 46,8% al 31,2 %.

L’argomento merita prudenza anche da parte dei più entusiasti sostenitori del digitale. Vale la pena però sottolineare che dati e ricerche in questa caotica ed effervescente fase di transizione sono spesso contraddittori e vanno sempre considerati con la giusta attenzione, senza facili allarmismi.

I dati sugli effetti dell’uso del digitale sull’apprendimento e sugli aspetti cognitivi potranno essere valutati solo nel medio-lungo periodo. Quando cioè la generazione dei bambini che oggi hanno 3-6 anni, la prima ad essere esposta in modo veramente massiccio agli schermi fin dall’infanzia, attraverso la rivoluzione del touch screen, arriverà all’università. Prima di allora i dati vanno certamente presi in considerazione, purché si sappia che si tratta di indicatori parziali – come valutare l’apprendimento di bambini che crescono in un mondo digitale ma frequentano una scuola che utilizza strumenti e approcci analogici?

Per quanto riguarda la crescita degli ebook, se si guardano i dati di una ricerca di Bowker presentata lo scorso marzo al TOC di Bologna, il quadro è decisamente più complesso rispetto a quello presentato da NLT.

È vero che la crescita di libri digitali per ragazzi negli USA – che rappresenta il mercato più avanzato in questo settore – è stata costante negli ultimi anni, ma si è notato nel 2012 un deciso rallentamento: la percentuale di libri per bambini digitali è scesa dal 20% al 15%, mentre gli ebook per ragazzi addirittura dal 30% al 20% sul totale dell’editoria per ragazzi.

Inoltre, nel segmento “teen” il trend di penetrazione degli ebook si appiattisce: la percentuale di adolescenti che leggono in digitale rimane ferma al 29%. Addirittura, una percentuale crescente dice di preferire i libri cartacei (dal 61 al 66% nel corso del 2012).

I dati della ricerca Bowker confermano che i genitori preferiscono per i propri figli libri di carta, perché li considerano un medium più adatto alla concentrazione, un dato che combacia con la nostra ricerca #NatiDigitali, motivato da una diffidenza nei confronti del digitale e degli schermi radicata anche nelle famiglie italiane.

Quello che sembra emergere dunque è, soprattutto da parte degli adolescenti, la preferenza per una dieta mediatica varia, capace di far convivere la pagina scritta con l’uso di internet, della tv e dei videogiochi. Forse l’approccio dei nativi digitali, proprio perché non ideologico ma pragmatico, è più saggio di quello dei loro genitori.