I ragazzi imparano dai genitori e dagli adulti come comportarsi davanti agli schermi di tablet, smartphone, computer e televisione. Quando gli adulti di riferimento sono informati e formati sulle buone prassi nell’educazione digitale possono insegnare ai figli un uso consapevole dei dispositivi elettronici che hanno tra le mani. Ecco tanti consigli per capire come gestire il tempo dei nostri bambini davanti allo schermo, per non lasciarli soli nella loro vita virtuale.
Vamping, quel comportamento per cui i ragazzi restano svegli la notte per chattare e che porta all’insonnia digitale. Ecco di cosa si tratta e quali sono le conseguenze, tra alterazione del ciclo sonno veglia, stanchezza e difficoltà a dormire.
Un genitore deve affiancare i figli in rete, perché dovrebbe conoscere i rischi che i più giovani potrebbero incontrare nel mondo virtuale. Se non si può infatti evitare che i figli corrano dei rischi, si può però insegnare loro a riconoscerli. Uno di questi rischi, forse quello peggiore, è il child grooming o adescamento online.
10 momenti “phone free” in cui è meglio lasciare il telefono in tasca o nello zaino, consigliati per ragazzi ma un po’ anche per genitori. Un decalogo da leggere insieme per realizzare le regole di famiglia che tutti, ma proprio tutti!, devono rispettare.
Dietro al dibattito teorico e pedagogico sul byod e quindi sui cellulari in classe c’è l’esigenza di sanare un vuoto: in realtà gli insegnanti italiani hanno quotidianamente a che fare con i dispositivi digitali portati a scuola dagli alunni e devono normarne l’uso in maniera realistica e pragmatica.
Cosa cambia con il GDPR, il nuovo regolamento UE per la protezione dei dati personali online in relazione ai minori? Il nuovo limite dei 16 anni per iscriversi ai social e il consenso digitale da parte dei genitori.
I recenti fatti di cronaca ci hanno mostrato un video di uno studente che aggredisce un docente. L’abbiamo condiviso in tanti, esprimendo preoccupazione e indignazione. Ma possiamo condividere anche strategie educative?
I ragazzi accedono sempre più presto ai contenuti pornografici, mentre faticano a trovare adulti disposti a parlar di sessualità e amore. Per arrivare a capire che la pornografia è finzione, che sesso e amore non sono due oggetti distinti e che il desiderio si nutre di segreto e imperfezione.
L’invidia è il vizio capitale che nessuno è disposto a confessare e trova oggi inestinguibile nutrimento nel confronto sui social. Come aiutare i ragazzi, ma anche noi stessi, a disinnescare questa bomba che distrugge sopratutto chi la prova?
Da un lato l’esigenza di relazionarsi, comunicare e condividere in Rete. Dall’altra la necessità di tutelare la propria privacy.
Come insegnare ai ragazzi il giusto equilibrio tra queste due esigenze?
Smartphone, pc, tv on demand, tablet sono ormai entrati nelle nostre famiglie: sono strumenti utili e di divertimento, ma è innegabile che a volte diventino ospiti invadenti nelle nostre vite e all’interno delle nostre relazioni: ecco alcuni suggerimenti per iniziare una dieta mediale in famiglia.
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