Bambini e narrazioni digitali: nuovi formati e diverse esperienze di lettura

Dal 2020 l’associazione culturale Mamamò collabora con la Bologna Children’s Book Fair per l’organizzazione del BolognaRagazzi CrossMedia Award, un riconoscimento che, edizione dopo edizione, si è consolidato come punto di osservazione privilegiato sulle trasformazioni delle narrazioni per bambini e ragazzi nell’ecosistema mediale contemporaneo.

Il premio si articola in due categorie principali.

La prima è dedicata ai progetti crossmediali: narrazioni che si sviluppano, si espandono o si adattano attraverso più media. Sebbene spesso il punto di partenza sia il libro, non è raro osservare traiettorie inverse o ibride, in cui, ad esempio, da un videogioco nasce una pubblicazione editoriale. Le migrazioni delle storie da un medium ad un altro sono molteplici e gli ambiti narrativi sempre più permeabili, in una crescente integrazione tra linguaggi e piattaforme, a cui si aggiungono esperienze immersive, installazioni o ambienti fisici come i play museum.

La seconda categoria riguarda le cosiddette digital reading experiences: prodotti digitali pensati per il pubblico più giovane che includono librerie online, app educative, webtoon e videogiochi narrativi. In questo ambito, il premio intercetta le evoluzioni della lettura in ambiente digitale, mettendo in luce nuove modalità di lettura, che combinano interattività, gioco, co-creazione, esplorazione.

L’edizione 2026 ha confermato come il sistema narrativo odierno sia sempre più aperto alla multimodalità. Tra i progetti che hanno ricevuto una menzione speciale, quest’anno compare infatti il titolo sudcoreano “No imagination allowed!”, che fa uso dell’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo: un modello ibrido in cui il lavoro autoriale umano viene affiancato da strumenti di IA per specifiche fasi di rielaborazione e adattamento. Si tratta di una direzione rilevante, che apre a significativi interrogativi rispetto ai possibili sviluppi dell’editoria per l’infanzia sia sul piano estetico sia su quello etico e produttivo – è corretto rielaborare con l’IA i disegni dei bambini? Come possiamo tutelare l’agency dei minori rispetto ai sistemi generativi?

La novità del Digital Narratives Observatory

Sempre nel 2026, il premio è entrato in sinergia con il Digital Narratives Observatory, nato dalla collaborazione tra Associazione Literacy Italia e la Bologna Children’s Book Fair e che rappresenta un ulteriore passo nella direzione di una sistematizzazione delle conoscenze sulle narrazioni digitali attraverso attività di ricerca.

Un sondaggio somministrato dall’Osservatorio agli editori della BCBF ha evidenziato le criticità più impattanti per il settore editoriale rispetto alle narrazioni digitali: l’incertezza della domanda, l’elevato costo di produzione dei progetti più complessi, la necessità di nuove competenze professionali e nuovi interrogativi etici che le nuove tecnologie sollevano in termini di privacy e copyright. Nonostante ciò, è emerso un orientamento positivo verso l’innovazione e una crescente consapevolezza della possibile coesistenza e complementarità dei formati digitali rispetto a quelli tradizionali.

Nel report in cui ha presentato i dati del sondaggio, l’Osservatorio ha inoltre sviluppato una mappatura dei 7 formati più ricorrenti per le digital narratives a partire in primis da un’analisi dei titoli premiati nelle 6 edizioni del BolognaRagazzi CrossMedia Award:

  • Audiolibri e podcast
    Sono tra i formati più consolidati e familiari per gli editori, grazie alla loro accessibilità per gli utenti e la loro capacità di ampliare i contesti di fruizione; tuttavia, la forte competizione che caratterizza le piattaforme di distribuzione e la discoverability rimangono sfide aperte
  • Enhanced ebook e app narrative
    Molto diffusi, rappresentano una naturale estensione del libro illustrato in ambiente digitale, pur ponendo agli editori sfide rilevanti in termini di elevati costi di produzione e di mantenimento, veloce obsolescenza tecnologica e modelli di business incerti.
  • Webtoon e fumetti digitali
    Progettati per la fruizione mobile, hanno logiche narrative proprie e offrono opportunità di allargamento del pubblico, si prestano ad adattamenti crossmediali anche se il trasferimento ad un altro medium non è mai automatico ma richiede una migrazione di codici e linguaggi.
  • Storie interattive e a bivi
    Introducono un elemento di agency del lettore, che sceglie quale sentiero narrativo seguire. Rendono quindi centrale la qualità del design delle storie, per garantire esperienze di lettura coerenti.
  • Esperienze immersive
    Tra realtà aumentata, virtuale e installazioni, spostano la narrazione in una dimensione spaziale e corporea, con forte impatto esperienziale ma limitazioni legate a costi e scalabilità.
  • Narrazioni generate o co-create con l’IA
    In rapida evoluzione, aprono scenari di partecipazione attiva attraverso l’uso da parte del bambino o degli autori di agenti intelligenti, ma richiedono attenzione su qualità, affidabilità e aspetti etici.
  • Piattaforme di creazione e scrittura collaborativa
    Rappresentano un ambito ancora poco esplorato, in cui la narrazione diventa pratica condivisa e comunitaria, sollevando questioni di moderazione e cura editoriale.

Dal report emerge che gli editori tendono a muoversi con maggiore sicurezza nei formati più prossimi alla filiera editoriale tradizionale, come gli audiolibri e le app narrative, dove le competenze richieste risultano più familiari. Al contrario, mostrano ancora cautela verso videogiochi narrativi, esperienze immersive e progetti transmediali complessi, che richiedono investimenti più elevati, competenze interdisciplinari e modelli produttivi meno consolidati.

Quattro modalità con cui il lettore si relaziona alle narrazioni digitali

Spostando invece il focus sulle esperienze di lettura, il report mette in luce quattro modalità principali con cui il giovane lettore si relaziona alla storia nella sfera digitale:

1) Media-enhanced reading: la storia resta lineare e interamente scritta dall’autore (es. di formato: webtoon, podcast, enriched e-book, audiobook). Il lettore la fruisce senza influenzarne lo sviluppo. Ciò che cambia è l’esperienza sensoriale – leggere, ascoltare, guardare o interagire – che modifica ritmo, percezione e coinvolgimento.

“Otthon” è un albo illustrato ungherese che racconta la storia di un trasloco, vissuto dal punto di vista di un bambino. Nell’adattamento in un corto animato la storia non cambia, ma viene comunicata anche tramite immagini e musica, offrendo un’esperienza più avvolgente e immersiva. BolognaRagazzi CrossMedia Award 2023

2) Traversing: il lettore compie scelte che determinano il percorso narrativo, muovendosi tra diramazioni predefinite (es. di formato: interactive fiction, visual novels, branching apps). L’esperienza introduce una forma di agency, ma tutte le possibilità sono progettate in anticipo dall’autore.

Nell’app Tutto il contrario di Minibombo, adattamento digitale dell’omonimo albo illustrato, i bambini possono scegliere le sembianze che gli animali assumono nei diversi snodi narrativi. Le scelte diversificano anche le narrazioni, inducendo i bambini a tornare indietro e continuare a cambiare le sembianze degli animali per scoprire altre storie. BolognaRagazzi CrossMedia Award 2021

3) Inhabiting: la narrazione si sviluppa come spazio da esplorare più che come sequenza lineare da seguire (es. di formato: narrazioni VR/AR, storie contestualizzate nello spazio, videogiochi open world). Il lettore si muove liberamente nell’ambiente narrativo, costruendo il proprio percorso e assemblando la storia attraverso l’esperienza.

Intraducibles è un progetto che celebra le parole delle lingue indigene messicane prive di un’effettiva traduzione in spagnolo. Una piattaforma web, un libro e tanti murales di street art nelle città messicane (che mediante QR code attivano la voce di un nativo presente sul sito) offrono narrazioni che si compongono in modo diverso per ogni persona che le attraversa. BolognaRagazzi CrossMedia Award 2022

4) Co-creating: il lettore partecipa direttamente alla creazione della storia, condividendo l’autorialità con altri utenti o con sistemi generativi (es. AI co-creation tools, piattaforme collaborative, videogiochi sandbox). La narrazione emerge dall’interazione e non esiste in forma compiuta prima del coinvolgimento attivo del lettore.

Atelier de création Fonfon (Canada) offre ai bambini una piattaforma online per creare le proprie storie a partire da diversi albi illustrati del catalogo dell’editore. I bambini possono scegliere personaggi, sfondi e oggetti predefiniti, aggiungendo testi e registrando la propria voce. La storia esiste quindi solo attraverso il loro atto creativo. BolognaRagazzi CrossMedia Award 2023

I dati del sondaggio evidenziano un orientamento chiaro: l’attività degli editori si concentra prevalentemente sulle forme di media-enhanced reading (come audiolibri, podcast narrativi ed e-book arricchiti) in cui cambia il canale sensoriale, ma non il ruolo del lettore. Le modalità più avanzate di coinvolgimento, come traversing, inhabiting e co-creating, risultano ancora marginali.

Un focus sul lavoro della giuria del BolognaRagazzi CrossMedia Award

Lo studio individua infine 4 criteri principali seguiti dalla giuria nella selezione dei progetti premiati e delle menzioni speciali. Sostanzialmente, i criteri emersi dall’analisi dall’Osservatorio corrispondono alle linee guida che hanno ispirato il concept del premio e che ogni anno vengono fornite ai giurati per orientare il loro lavoro di valutazione dei candidati.

  • Coerenza specifica del medium: il nuovo medium introduce un apporto significativo, mantenendo al contempo la logica estetica ed emotiva dell’opera di partenza.
  • Multimodalità intenzionale: suono, animazione e interfaccia contribuiscono ad approfondire comprensione, atmosfera o accessibilità, senza limitarsi a un ruolo decorativo.
  • Partecipazione strutturata: quando la partecipazione è presente, viene valorizzata soprattutto nei casi in cui il contributo dei bambini è rilevante e trasformativo, ad esempio nel costruire, tradurre, recensire o rielaborare l’opera.
  • Inclusione e valore culturale per la collettività: accesso multilingue, tutela delle culture e democratizzazione della conoscenza rappresentano elementi centrali nel valore simbolico di molte opere premiate.

Questi criteri evidenziano la composizione eterogenea della giuria, in cui esperti di tecnologie per bambini e di contenuti digitali si confrontano con pedagogisti, professionisti delle produzioni audiovisive e animate, esperti del settore videoludico e di letteratura per l’infanzia. Una valutazione efficace delle digital narratives richiede infatti uno sguardo plurale, capace di integrare prospettive differenti. Questa pluralità di competenze rispecchia, a sua volta, la natura composita dei processi editoriali contemporanei, sempre più chiamati a operare all’incrocio tra linguaggi, tecnologie e pratiche produttive diverse.

C’è infine un criterio che non è emerso dal report ma che viene sempre indicato ai giurati come stella polare da seguire: la qualità, che nella sfera digitale vuole dire qualità delle illustrazioni, delle animazioni, del design grafico, delle interazioni e del suono, degli aspetti tecnologici.