Sulla carta il progetto “scuola digitale” del governo Renzi parte con il piede giusto. Non più solo infrastrutture e libri digitali. Nel documento programmatico “La Buona Scuola” si apporccia il digitale per quello che è: una “rivoluzione della conoscenza. Coding e digital makers sono le grandi novità. Speriamo non rimangano sulla carta in una scuola che ha bisogno di rete e di formazione dei docenti.
È in arrivo per le scuole Classroom, un nuovo strumento della suite di Google Apps for Education. Il tool sfrutta le caratteristiche di Google Drive per facilitare la comunicazione e lo scambio di documenti tra docenti e studenti.
La stampa 3D? Si impara a scuola. Almeno al Collegio San Carlo, istituzione privata milanese che ha lanciato quest’anno nell’ambito delle lezioni di informatica e disegno un progetto di stampa in 3D per i suoi studenti, a partire da un corso di formazione dei docenti realizzato in collaborazione con il FabLab di Milano e la Fondazione Mike Bongiorno.
Dal 22 al 25 gennaio torn a Londra il BETT – British educational training and technology show, uno dei principali appuntamenti internazionali per le tecnologie dedicate all’educazione, che ogni anno porta nella capitale britannica 35mila professionisti della scuola e della formazione.
La scuola digitale si dà appuntamento alla Città della Scienza di Napoli dal 9 all’11 ottobre per gli “Smart Education & Technology Days – 3 Giorni per la Scuola, un appuntamento annuale dedicato ai docenti e dirigenti scolastici delle scuole e agli studenti per avere l’opportunità di confrontarsi con istituzioni e imprese produttrici di beni e servizi per la didattica e la formazione.
Rovio entertainment, il marchio finlandese che sta dietro il successo planetario di Angry Birds, ha lanciato un nuovo progetto educativo dedicato ai bambini in età prescolare. Creato in collaborazione con l’Università di Helsinki, Angry Birds Playground intende fornire ai bambini esperienze di apprendimento, fuori e dentro la classe. Ma se i brand entrano in classe, come proteggeremo i nostri figli dalla pubblicità?
L’educazione alla libertà può partire dal gioco. Ma è proprio vero che i bambini di oggi giocano in modo meno libero rispetto al passato? Schermi e videogiochi limitano la creatività, come via per apprendere e affermare l’esercizio della libertà individuale? O forse dobbiamo ripensare i modelli di apprendimento per usare la tecnologia in modo creativo?
Integrando know how e tecnologia, Samsung svilupperà percorsi formativi per gli insegnanti e porterà soluzioni tecnologiche in circa 300 scuole italiane entro il 2015. L’obiettivo: una scuola più vicina al mondo degli studenti e una didattica più efficace e aggiornata.
“Les Trois Elles” è una piccola casa editrice francese di applicazioni didattiche di qualità, basate sul metodo Montessori, come Montessori Numberland, Le Mie Prime Operazioni, Montessori Geometria e Easy Studio. Abbiamo chiesto a Gaël, una delle tre fondatrici – un master in Business Administration, un lavoro nel marketing di un marchio del lusso e 3 figli – di raccontarci come nascono le app di Les Trois Elles.
Imparare la scienza e la genetica con un gioco. È quello che si propone il gioco Crazy Plant Shop di Filament Games, società specializzata in giochi educativi. I ragazzi apprendono concetti biologici legati ai geni e all’ereditarietà allevando e ibridando una serie di piante bizzarre.
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