Digital storytelling, per raccontare l'immigrazione

19 dic 2016 - di Redazione



Digital Storytelling per l'integrazione intergenerazionale e la cittadinanza attiva: questo il titolo del progetto presentato a Perugia e realizzato dalla Scuola Primaria "G. Cena" per analizzare il tema dell'immigrazione e dell'integrazione attraverso l'utilizzo di strumenti digitali.

Il laboratorio sperimentale di digital storytelling adottato per il progetto ha recuperato la tradizionale funzione sociale della storia orale tramandata dai nonni, trasformandola però in un racconto sociale contemporaneo mediante l'utilizzo di sistemi digitali.

Le personali storie degli emigrati, degli immigrati e dei loro discendenti si sono trasformate così in racconti multimediali incentrati sulla tecnica dello stop-motion, dando vita a quattro micro-narrazioni animate alle quali hanno partecipato attivamente gli studenti e le loro famiglie, coinvolgendo associazioni di volontariato come AUSER e Associazione ON  e l'ISUC (Istituto di Studi sull'Umbria Contemporanea) coadiuvate dalla casa di produzione Postmedia Production.

Un lungo percorso, durato 18 mesi, che ha permesso agli studenti di sviluppare capacità di scrittura e di espressione orale e di affinare abilità tecnologiche e sensibilità artistica, raccontando in modo inedito un tema complesso e di grande attualità.

Ecco le 4 micro-narrazioni animate, una per ogni classe:

1) La storia di un’invasione aliena che costringe i bambini a scappare e affrontare un lungo viaggio, così come un immigrato che scappa dalla guerra. I bambini scopriranno che gli alieni si nutrono della loro paura e, comprese le debolezze di ognuno, saranno quindi in grado di vivere bene insieme e di condividere spazi e momenti di vita.

2) La storia di una Perugia del futuro in cui arriva un dittatore sotto forma di serpente e rende schiavi tutti i bambini, tranne quelli con gli occhiali che sono discriminati e costretti a scappare lontano. Due di questi bambini con gli occhiali torneranno e sconfiggeranno il serpente che diventerà buono e verrà integrato tra i bambini con e senza occhiali.

3) La storia di alcuni ricercatori che vanno in Marocco per trovare una cura efficace e che, dopo tante peripezie, tornano in Italia con altri studiosi del Marocco che li hanno aiutati.

4) La storia di un uomo e una donna brasiliani che sono scappati a Perugia a causa della malattia delle donna e che oggi raccontano, all’interno della loro casa, ai nipoti tutte le difficoltà affrontate nel corso della loro vita di immigrati.

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