Screen time, come si gestisce per una crescita armoniosa

screen time

Al terzo giorno ho smesso di andare a guardare il tempo che trascorrevo di fronte al mio iPhone. Dopo qualche settimana ho disattivato anche le notifiche che mi avvisavano che era presente un nuovo report settimanale delle mie attività su smartphone e tablet. 2h 25min, 2h 47 min, 3h 12 min; numeri che non avevo il piacere di conoscere. Soprattutto, mi chiedevo: quando è troppo? E se si tratta di lavoro? Come fa il sistema a sapere quanto tempo è stato impiegato bene, in maniera produttiva, e quanto male?

Di fatto è la stessa domanda che mi pongono molti genitori durante le mie conferenze. Prima o poi, qualcuno alza la mano e pone la fatidica domanda.

Dottore, ma qual è il tempo giusto che un ragazzo può passare di fronte a uno schermo? Ci può dire quando è troppo?

Ecco. Mi spiace dirlo, ma quel numero magico non esiste. Nessuna ricerca è stata in grado di dire quando lo screen time diventa troppo e quali conseguenze ci possono essere per la salute dei bambini e dei ragazzi (Mamamò si è occupato di questo tema diverse volte. Ad esempio qui, qui oppure qui). Ugualmente hanno parecchi limiti anche gli studi che si muovono in direzione opposta, quelli cioè che associano benessere all’utilizzo dello smartphone. Le variabili in gioco sono troppe così come i possibili utilizzi del dispositivo. Un ragazzo che usa social network per 2 ore al giorno può avere una vita molto felice mentre un altro che li usa per lo stesso tempo può avere tratti di tipo depressivo.

Dovremmo forse smetterla di chiedere alla ricerca scientifica, di qualsiasi tipo essa sia, di dirci cosa fare e cosa non fare con i figli. Sarebbe più facile se qualche esperto, partendo da una ricerca, dicesse che lo screen time corretto è X. Basterebbe ascoltare quell’esperto, attenersi alle sue linee guida, non superare mai il tempo X. Ma non funziona così.

Le domande da porsi

Dobbiamo allora rinunciare? Smettere di preoccuparci del tempo che un figlio passa di fronte allo schermo? Non proprio. Tra i tanti contenuti che si possono trovare su questo argomento ho trovato di grande interesse quello proposto dal Royal College of Pediatrics and Child Health (RCPCH). Partendo dall’impossibilità di definire un limite di tempo corretto per tutti, i pediatri britannici propongono ai genitori di porsi delle domande. Vediamole insieme:

  1. Il tempo che la tua famiglia trascorre di fronte agli schermi è sotto controllo?
  2. L’uso dello schermo interferisce con quello che la tua famiglia vorrebbe fare?
  3. L’uso dello schermo interferisce con il sonno?
  4. Sei in grado di controllare “gli spuntini” mentre si sta davanti allo schermo?

Quattro semplici domande che possono aiutare i genitori a comprendere il posto occupato dai vari schermi all’interno della famiglia. Ma le linee guida non si limitano a porre questi interrogativi. Indicano anche delle possibili soluzioni utili a ridurre il tempo passato di fronte allo schermo.

Per passare meno tempo davanti agli schermi

  1. Costruisci un piano di utilizzo e fai in modo che sia chiaro a tutti i membri della famiglia.
  2. Interessati alle attività online dei figli (ma non essere eccessivamente intrusivo e giudicante, soprattutto con i ragazzi più grandi).
  3. Pensa a come utilizzi i social network. Bambini e ragazzi imparano dall’esempio.
  4. Dai priorità alla relazione face to face.
  5. Evita che vengano consumati cibi fuori pasto di fronte allo schermo.
  6. Proteggi il sonno.

Come si può notare, sono indicazioni piuttosto semplici che però possono servire a vivere in maniera più serena il rapporto con gli schermi all’interno della famiglia. Ne sottolineo uno: l’importanza della relazione di persona. Qualche giorno fa, durante un incontro a un asilo nido, una mamma mi ha “confessato” di usare lo smartphone per far mangiare il figlio. «È grave?» mi ha chiesto. Le ho risposto con un’altra domanda. «Lei è proprio sicura che la fatica che fa con sua figlia durate i pasti debba essere annullata con uno schermo?».

P.S. Ho smesso di guardare i report sul mio iPhone ma ho deciso di limitare lo screen time per dare spazio ad altre attività che non avevo mai tempo di fare. Non ho mai letto così tanti libri come nell’ultimo anno.