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Past For Future, l’app che ti porta al museo MArTA di Taranto

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Videogiochi  e cultura: fino a un decennio fa sembrava pura fantascienza, ma oggi da più parti arrivano stimoli assai interessanti. Un esempio recente è la modalità Discovery Tour di Assassin’ s Creed Origins, il capitolo “egizio” della storia che racconta la millenaria lotta tra Assassini e Templari, e che permette al giocatore di esplorare l’Egitto del periodo di Cleopatra, girando per le strade di Alessandria palpitante di vita oppure attraversare il deserto per arrivare alle Piramidi.

Assurdo pensare che in Italia, con il patrimonio di beni culturali che abbiamo nel nostro Paese, nessuno ci abbia pensato. E infatti Tuo Museo è uno sviluppatore che si propone di promuovere i musei italiani mediante app ludiche.

Qualche anno fa era uscito Father and Son (qui lo trovate per iPhone e qui lo trovate per Android) con il patrocino del Museo Archeologico di Napoli. Un’avventura in cui il protagonista ritrovava un “collegamento” con il padre recentemente scomparso proprio nel Museo, e scopriva come “visitare” le epoche passate. Un progetto ambizioso che ha avuto un successo pazzesco: oltre tre milioni di download in tutto il mondo, e 24.000 “check in”, ovvero giocatori che hanno attivato la app mentre erano nel museo, visite generate quindi verosimilmente dal gioco.

Oggi Tuo museo ci riprova, questa volta insieme al MArTA, il Museo Archeologico di Taranto. L’app è Past For Future, ed è pure questa un’avventura. Niente di difficile, non preoccupatevi: può giocarlo chiunque a qualunque età (diciamo sopra i 10 anni), anche chi non ha mai toccato i videogiochi neanche con un bastone. Il protagonista di Past For Future raggiunge la città pugliese e si trova coinvolto in un affascinante mistero: seguendo le tracce di un’enigmatica sparizione, riuscirà a scoprire cosa è successo e a prendere una decisione “finale” dai toni salomonici.

Graficamente, Past For Future  è molto gradevole: è nato come un’esperienza da giocare e completare in mezz’oretta di gioco (non si può nemmeno salvare), anche se i gamer più esperti ci metteranno anche metà di questo tempo. Naturalmente, durante l’avventura si passa dal Museo Archeologico e si possono esplorare alcune sale, dove sono esposti i reperti più celebri del museo. Oltretutto l’app si “accorge” via GPS se siete nel museo anche nel mondo reale, nel qual caso vi fa accedere a dei contenuti extra.

I temi del gioco sono piuttosto soft: potremmo descriverlo come un thriller “misterioso” senza omicidi né assassini, che può essere giocato da tutta la famiglia – magari insieme, si decide di comune accordo cosa rispondere nei dialoghi e nella decisione finale. L’unico personaggio borderline è un marito disperato che incontrerete sotto gli effetti dell’alcol e risponderà in  malo modo, quindi valutate se va bene per i vostri figli (o preparatevi a qualche spiegazione sulla situazione). Il gioco si presta anche a un “gioco di classe” per gli insegnanti, visto che se da una parte la storia è a senso unico senza grossi bivi (a parte, appunto, il finale), è interessante esaminare assieme il percorso e i tentativi dei diversi giocatori.

Non c’è da stupirsi. Il game designer di Father and Son e Past For Future è Fabio Viola, che da decenni è sulla breccia per creare contenuti interattivi video ludici, un vero profeta della “gamification”, ovvero l’uso dei videogiochi per coinvolgere gli utenti, che ci ha detto:

“Per noi i videogiochi sono uno strumento per raccontare delle storie e l’avventura ci sembra il genere in cui sia ancora possibile creare delle esperienze guidate dalla narrazione più che dalle meccaniche. Entrambi i giochi affrontano temi universali come il rapporto tra padre e figlio e la romanticizzazione del passato a scapito del presente con l’obiettivo di suscitare emozioni forti in chi li vive, cercando al contempo di rallentare il battito cardiaco del gioco per riflettere e metabolizzare quello che ha vissuto”.

Ma come hanno “reagito” istituzioni che nell’immaginario collettivo sono “vecchie” e spesso sorde di fronte ai nuovi media?

Secondo Fabio Viola:

Le istituzioni culturali italiane stanno perseguendo un duplice obiettivo attraverso queste prime sperimentazioni ed intersezioni con il medium videoludico: raccontarsi e raggiungere le nuove generazioni attraverso un linguaggio a loro vicino ed, al contempo, divenire centri di produzione culturale attraverso il riconoscimento del videogioco come espressione artistica della contemporaneità. I risultati raggiunti dal Mann di Napoli ed ora dal Marta di Taranto rappresentano un punto di partenza significativo per una sempre maggiore convergenza tra due mondi apparentemente lontani tra di loro”.

Non c’è bisogno di dire che l’app è totalmente gratuita : è un invito al museo ludico e divertente, che riesce a coinvolgere molto più efficacemente di qualsiasi volantino o catalogo cartaceo o digitale.

Certo, non è perfetto – soprattutto, a volte è un pochino troppo lento nella narrazione e negli spostamenti- ma a chi vi scrive è venuta voglia di andare a visitare il Museo Archeologico la prossima volta che si passa da Taranto. Quindi: missione riuscita!