Genitori e insegnanti non riescono a capire perché i ragazzi scelgano di pubblicare dei contenuti che scompaiono dopo 24 ore senza lasciare tracce. Come è possibile che quei ragazzi, spesso dipinti come narcisisti e in cerca di popolarità, accettino di condividere contenuti così effimeri?
Cosa cambia con il GDPR, il nuovo regolamento UE per la protezione dei dati personali online in relazione ai minori? Il nuovo limite dei 16 anni per iscriversi ai social e il consenso digitale da parte dei genitori.
I recenti fatti di cronaca ci hanno mostrato un video di uno studente che aggredisce un docente. L’abbiamo condiviso in tanti, esprimendo preoccupazione e indignazione. Ma possiamo condividere anche strategie educative?
Attraverso i social network, costruiamo un’immagine di noi stessi e quell’immagine contribuirà a dirci chi siamo. Per questo motivo diventa fondamentale essere consapevoli della storia che si sta raccontando online, senza rischiare però di costruire una gabbia che ci limita e condiziona.
I ragazzi accedono sempre più presto ai contenuti pornografici, mentre faticano a trovare adulti disposti a parlar di sessualità e amore. Per arrivare a capire che la pornografia è finzione, che sesso e amore non sono due oggetti distinti e che il desiderio si nutre di segreto e imperfezione.
L’invidia è il vizio capitale che nessuno è disposto a confessare e trova oggi inestinguibile nutrimento nel confronto sui social. Come aiutare i ragazzi, ma anche noi stessi, a disinnescare questa bomba che distrugge sopratutto chi la prova?
“Un emoji per amico” è un libro scritto a più mani da 800 studenti. Racconta il mondo degli adolescenti, il rapporto con il web, l’uso di smartphone e App e i pericoli della rete, come cyberbullismo e gioco d’azzardo online.
Da un lato l’esigenza di relazionarsi, comunicare e condividere in Rete. Dall’altra la necessità di tutelare la propria privacy.
Come insegnare ai ragazzi il giusto equilibrio tra queste due esigenze?
Ci sono social in cui le domande possono essere poste in anonimato. Se sommiamo a questa caratteristica la delicata età degli iscritti (spesso adolescenti) e le dinamiche a volte crudeli del gioco dell’obbligo-verità, capiamo quanto queste piattaforme possano trasformarsi in un campo di gioco molto pericoloso. Ma quale bisogno dei giovanissimi intercettano social come ask.fm e il nuovissimo ThisCrush? Una domanda a cui i genitori dovrebbero tentare di dare una risposta.
Tema del Safer Internet Day (SID) 2018 è “Create, connect and share respect: A better internet starts with you”. Quest’anno la ricorrenza è fissata per il 6 febbraio. Nella stessa data, in Italia, si terrà anche la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, “Il nodo blu – le scuole unite contro il bullismo”.
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