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Usare i videogiochi in classe. Minecraft: Education Edition per iPad

Minecraft: Education Edition-per iPad

Lo scorso 20 agosto Microsoft ha annunciato la disponibilità di Minecraft: Education Edition per tutto ciò che riguarda il mondo iPad.  Cosa significa tutto ciò? E soprattutto…

… come può essere utilizzato un videogioco in classe ?

Voglio provare a rispondere confidando di avere un pò di esperienza a riguardo essendo il primo ad averlo introdotto nella scuola italiana anni fa, essendo stato nominato tra i migliori 10 educatori Minecraft nel mondo, arrivando ad utilizzarlo con la mia società Maker Camp in diversi contesti culturali come i musei e tenendo innumerevoli sessioni di formazione su Minecraft anche all’estero, tipo il BETT SHOW di Londra.

Uno dei primi motivi che mi ha spinto ad introdurre Minecraft a scuola è il fatto di essere universalmente riconosciuto come un gioco inclusivo di genere, riuscendo ad entusiasmare e coinvolgere allo stesso modo maschietti e – soprattutto – le nostre femminucce. Vi faccio questa importante premessa perché l’ultimo progetto che stiamo conducendo con la mia società specializzata nella conduzione di laboratori Minecraft nella scuola – primaria, secondaria di primo e secondo grado – riguarda proprio le pari opportunità ed il contrasto agli stereotipi di genere.

Molti insegnanti cominciano a scoprire la trasversalità dello strumento Minecraft in termini di didattica, concentrandosi sempre meno sull’esigenza specifica del “Come faccio ad utilizzare Minecraft per …”. Una volta che si prende confidenza con lo strumento poi davvero non c’è più limite all’immaginazione sul come impostare nuove attività in Minecraft all’interno della propria classe. Altri progetti che abbiamo condotto riguardano il concetto di cittadinanza attiva, l’empatia, la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale o la preservazione del clima, ma prima di tutto un pò di storia sull’evoluzione dello strumento.

Come nasce Minecraft: Education Edition

La versione “educativa” di Minecraft nasce nel lontano 2011 sotto il nome MinecraftEDU: alcuni insegnanti capiscono le potenzialità del videogioco a livello educativo e poco dopo vede la luce questa versione progettata da insegnanti per l’uso in classe. A differenza del gioco “originale” MinecraftEDU apporta delle modifiche che lo rendono più utile e appropriato nell’ambiente scolastico e sin da subito si crea una forte comunità di insegnanti che adottano questo rivoluzionario strumento didattico e che, allo stesso tempo, crea e mette a disposizione gratuitamente attività e lezioni molto utili soprattutto per chi comincia ad avvicinarsi al gioco per la prima volta.

Il gioco originale Minecraft e la versione educativa MinecraftEDU – sviluppati entrambi in Java – girano su qualsiasi computer dotati di una discreta scheda grafica e CPU.

Nel 2016 viene rilasciata la nuova versione educativa che prende il nome di Minecraft: Education Edition, abbandona completamente il motore di sviluppo Java del gioco originale ed adotta invece quello realizzato in C++ delle console e dei dispositivi mobile, comunemente indicati sotto l’identificativo “bedrock”.

Pur rimanendo ancora a disposizione del solo mondo dei PC, le immagini più nitide, una maggiore profondità di campo, un serio incremento della fluidità del gioco sono tra i primi vantaggi apportati dalla scelta di cambiare l’ambiente di sviluppo. Non solo: portatili con CPU obsolete e dotati di schede grafiche integrate riescono agilmente a mandare in esecuzione il gioco che richiede evidentemente meno risorse.

Arriviamo infine all’annuncio di pochi giorni fa. Minecraft: Education Edition è ora disponibile anche per gli iPad.  Quella stessa versione educativa che gira sui PC e, soprattutto, tutti i mondi già creati dalla vivace comunità di insegnanti, vengono catapultati anche nel mondo del tablet Apple. I felici possessori di questa soluzione possono allora facilmente allestire un laboratorio Minecraft molto più “agile” e continuare a sfruttare le potenzialità della versione educativa.

Ma quali sono le caratteristiche distintive della versione Minecraft: Education Edition?

MEE ha alcuni blocchi ed oggetti che le altre versioni non hanno. Per permettere la trascrizione di più informazioni di quelle ammesse nel classico cartello di legno, in MEE sono disponibili la lavagna, il manifesto ed il cartello che differiscono soltanto per la dimensione occupata ma con un’ampia possibilità di inserire e modificare il testo, oppure inserirlo in sola lettura.

Minecraft: Education Edition

Per documentare le attività dei ragazzi e il loro percorso di apprendimento troviamo in MEE una fotocamera un pò retrò posta su un robusto treppiede ed un portfolio dove conservare le foto scattate.

La fotocamera ha due modalità di funzionamento. Quando la si tiene in mano può scattare delle foto su ciò che sta vedendo il nostro personaggio. Se la si posiziona per terra e si avvia l’autoscatto essa, seguendo costantemente il nostro personaggio, scatterà un foto in cui saremo sicuramente i protagonisti della scena. Una sorta di selfie in Minecraft, ma per scopi didattici.

Tutte le foto scattate per documentare l’attività e i progressi del ragazzo sono accessibili nel portfolio in ordine cronologico: è possibile infine dare un titolo a ogni scatto ed esportare tutto il portfolio come raccolta di immagini cliccando sul pulsante “Esporta portfolio”.

I ragazzi per dare vita alle loro storie possono facilmente inserire i cosiddetti personaggi non-giocatori (PNG), decidere che tipo di interazione abilitare ed il testo del suo dialogo. Quando con il proprio personaggio ci si avvicina allora ad un PNG – precedentemente configurato dai ragazzi o dall’insegnante – esso può rimandare ad un link web di approfondimento, proporre delle sfide o missioni da risolvere che permettono al tempo stesso al ragazzo di imparare elementi didattici nuovi oppure fornire dei contenuti educativi.

I contenuti educativi possono essere quelli trascritti dall’insegnante che ha deciso, durante la classica lezione frontale, di non divulgarli appositamente per permetterne la scoperta proprio durante la sessione Minecraft. Oppure possono essere il risultato di ricerche svolte a casa dai ragazzi, opportunamente sintetizzate e restituite sotto forma di nuovo mondo Minecraft da utilizzare per l’intera classe in ottica di didattica capovolta.

Minecraft: Education Edition per iPad

In MEE è disponibile tutta una nuovissima parte legata la mondo della chimica. Portando all’interno del gioco la chimica, l’insegnante riesce a coinvolgere i propri studenti nella conduzione di ricerche scientifiche, rafforzando la risoluzione di problemi creativi e a valutare i risultati di esperimenti avvincenti in totale sicurezza. In effetti capita, mischiando particolari elementi in ottica di costruire dei nuovi composti, di ottenere come risultato finale una piccola esplosione e un composto poco utilizzabile. Perseverando, tra tutti i tipi di atomi vi assicuro che diversi composti riescono ad essere realizzati. Fondamentalmente l’aggiornamento della Chimica introduce quattro nuovi banchi da lavoro ognuno con le proprie caratteristiche di utilizzo, ma accumunati nell’offrire modi innovativi per combinare e ridurre i materiali: il “Costruttore elementi”, il “Creatore composti”, il “Tavolo da laboratorio” ed il “Riduttore di materiali”.

Infine, il costo per licenza

Soltanto gli enti scolastici possono richiedere Minecraft: Education Edition che ad oggi è la versione meno impegnativa in termini di investimento: solo 4.20 € per ottenere la licenza annuale. Poco considerando che il costo del gioco originale è intorno ai 25 €.

Minecraft: Education Edition-per iPad

Cosa si puo’ fare con Minecraft una volta in classe ?

Storia, matematica, scienze, geografia e tutte le altre materie scolastiche possono sfruttare le potenzialità di Minecraft e fare leva sull’entusiasmo dei bambini. Attraverso i consueti mattoncini colorati è possibile far vivere all’intera classe una completa esperienza immersiva e, soprattutto, educativa, tipica della didattica denominata “game-based learning” la cui filosofia può essere riassunta così: “bambini che si divertono sono bambini coinvolti e bambini coinvolti sono bambini che imparano”.

L’intera classe può fare virtualmente un viaggio indietro nel tempo e ritrovarsi proiettata all’interno del Colosseo fedelmente ricostruito per vedere i gladiatori allenarsi; passeggiando per le strade dell’impero romano possono interagire con patrizi, plebei oppure scambiare quattro chiacchiere con schiavi che asseriscono di essere molto più acculturati dei loro padroni perché provenienti da varie città dell’antica Grecia. Tra le ville patrizie si può incontrare l’imperatore Gaio Giulio Cesare ed anche un tizio che va in giro con un pugnale in mano affermando di dover tutelare la Repubblica di Roma. Per quanto riguarda, per esempio, la geometria l’utilizzo ed il posizionamento dei blocchi permette ai ragazzi di visualizzare il concetto di perimetro, di area e addirittura di anticipare il concetto di volume. Senza contare le infinite possibilità di utilizzo della cosiddetta PIETRAROSSA – che ben rappresenta il concetto di circuito elettrico – e dei meccanismi di azione e reazione per lo sviluppo delle competenze di tipo STEM.

Unico neo di questa versione per iPad è che non è stata integrata tutta la parte di coding disponibile invece per MEE su PC. Scommetto pero’ che nei prossimi rilasci riusciranno a portare il piccolo Agent anche sul tablet e allora potrò tornare ad aggiornarvi.