Il coniglio che voleva addormentarsi: dall’ebook al libro

Ecco un caso di letteratura per bambini, nato in digitale nella sfera del self-publishing per approdare alle librerie di tutto mondo, che forse qualcosa racconta del complesso rapporto esistente al momento tra carta e digitale.

Lo svedese Carl-Johan Forssén Ehrlin, laureato in scienze comportamentali e psicologia, nel 2011 autopubblica nella propria lingua l’ebook Il coniglio che voleva addormentarsi. I testi sono suoi, mentre le illustrazioni disegnate a matita e senza troppi colori, sono di Irina Maununen. Il libro nasce con l’esatto proposito di offrire ai bambini una storia della buonanotte e ai genitori uno strumento per far addormentare i bambini, basandosi sull’esperienza dell’autore, non con i piccoli, ma con gli adulti dei gruppi che segue come life coach.

Il passaparola aiuta il libro a diffondersi e a diventare un bestseller in Svezia. È a questo punto che l’autore nel 2014 decide di tradurlo, in inglese e in altre 6 lingue, per dargli una diffusione globale sempre in regime di autopubblicazione sia in digitale sia su carta attraverso il servizio CreateSpace di Amazon per il print on demand. Grazie a un’accorta campagna pubblicitaria e a operazioni di giveaway per il download gratuito dell’ebook, il libro raggiunge molta visibilità in Inghilterra fino ad arrivare al primo posto nella classifica dei libri stampati più venduti su Amazon, novità assoluta per un titolo indie. Dopo questo exploit, è l’editore Penguin Random Housee ad aggiudicarsi i diritti di pubblicazione del libro la scorsa estate.

In Italia il volume è uscito il mese scorso con Mondadori e inizia già a far parlare di sé: molti i genitori entusiasti del nuovo strumento per agevolare la nanna dei figli, ben lontano dalle forzature del metodo Estivil, descritto e reso famoso dal controverso libretto “Fate la nanna”. Il coniglio che voleva addormentarsi insegna piuttosto al genitore come condurre la lettura di una storia della buonanotte all’apparenza innocua, ma che in realtà ha precisi scopi psicologici e che si basa su collaudate tecniche di rilassamento. “Usa il nome del bambino, sbadiglia, leggi più lentamente, dai più importanza alla parola…”, queste le istruzioni per narrare una vicenda decisamente poco avventurosa, che vuole abbassare i toni e togliere le tensioni dal corpo del bambino per accompagnarlo verso il sonno. 

In molti Paesi  i genitori hanno apprezzato e utilizzato la tecnica di addormentamento proposta da Ehrlin, tanto che il successo globale de Il coniglio che voleva addormentarsi pare basarsi soprattutto sul passaparola, su quel famoso buzz online che tanto fa (gratuitamente) nella diffusione dei contenuti ai tempi dei social media. L’intrecciarsi della vicenda editoriale, tra autopubblicazione mediante ebook, autopubblicazione con print on demand e distribuzione del libro cartaceo grazie a marchi editoriali storici, a noi sembra un ottimo esempio di come oggi la fortuna di un libro possa battere percorsi diversi, imprevisti e complementari.

La diffusione di un ebook si lega al passaparola in Rete, che come sappiamo ha il potere di amplificare il messaggio in modo esponenziale, e una volta raggiunta una grande visibilità ecco che può fare il salto e passare in tipografia per essere poi distribuito nelle librerie fisiche e digitali. In questo percorso non vediamo più alcuna contrapposizione tra i due formati, quello cartaceo e quello digitale. C’è solo un testo, efficace e coerente con la sua missione, che per emergere all’attenzione del suo pubblico sfrutta vie diverse, meno o più istituzionali, certo fortemente complementari. Con buona pace di chi si arrovella chiedendosi quale sarà il futuro del libro, tra carta e bit.