Metà dei bambini in Italia e nel mondo è sottoposto a rischio informatico, a situazioni pericolose e a episodi di cyberbullismo. Il dato emerge da una ricerca internazionale, condotta dal DQ Institute di Singapore e dal World Economic Forum, insieme ad alcune prestigiose università asiatiche e statunitensi.
Il Miur lancia i “Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola” e con il sistema BYOD dà agli studenti la possibilità di utilizzare tecnologie personali in classe, come strumenti di supporto alla didattica e in accordo con gli insegnanti. Tra favorevoli e contrari, in Italia il dibattito è aperto.
Smartphone, pc, tv on demand, tablet sono ormai entrati nelle nostre famiglie: sono strumenti utili e di divertimento, ma è innegabile che a volte diventino ospiti invadenti nelle nostre vite e all’interno delle nostre relazioni: ecco alcuni suggerimenti per iniziare una dieta mediale in famiglia.
Il Libro bianco media e minori 2.0 di Agcom fornisce dati dettagliati, ricerche autorevoli, contributi provenienti dalla letteratura scientifica nazionale e internazionale e analisi su tutto ciò che unisce le nuove generazioni e i media, in una prospettiva di tutela.
Il rapporto dei bambini con i mass media è sempre più forte e può generare anche alcune specifiche patologie. Se n’è discusso nei giorni scorsi a Bari, durante la terza assemblea del Forum Bambini e Mass Media dal titolo “Dipendenze e patologie della comunicazione massmediale. L’esigenza di sperimentare”.
Non sono pochi i rischi che bambini e adolescenti incontrano quando aprono un account su un social network. Cosa possono fare i genitori per proteggerli? Forse partire dalle regole che già esistono…
Trascorrono molte ore davanti agli schermi, ma pensano di rappresentare un modello positivo. Temono che i propri figli possano diventare dipendenti da internet, ma credono che la tecnologia abbia un ruolo positivo nell’educazione dei ragazzi. Sono i genitori dipinti dalla ricerca The Common Sense Census: plugged-in parents of tweens and teens.
Presentati i risultati del report Net Children Go Mobile, che indaga l’utilizzo della Rete da parte dei ragazzi di 9-16 anni in 7 paesi europei. Si connettono a Internet spessissimo via smartphone, ma si sentono in dovere di essere sempre raggiungibili dagli amici e dalla famiglia. Sembra dunque emergere una sorta di dipendenza affettiva dallo smartphone.
Dal 2011 al 2013 il tempo medio trascorso con dispositivi mobili da parte di bambini sotto gli 8 anni è triplicato. Ma molti genitori continuano a nutrire diffidenze che si alimentano di preconcetti. Abbiamo cercato di sfatare i 5 miti più radicati negli immigrati digitali, che rendono difficile comprendere la realtà attuale e adattarsi ad un punto di vista nuovo: quello dal quale i nostri figli guardano il mondo.
Suggerimenti di buon senso per gestire lo spinoso problema: “quanto può stare un bambino davanti agli schermi di tv, tablet e videogiochi?, con lo scopo di arrivare a stabilire un’equilibrata dieta mediatica per i nostri figli.
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