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App per imparare a programmare, tool per il coding

App per imparare a programmare, tool per il coding

In occasione della pubblicazione sull’App Store di Swift Playgrounds, app di Apple che vuole insegnare il coding ai bambini tra gli 8 e i 12 anni, basata sul linguaggio di programmazione Swift della casa di Cupertino, aggiorniamo e rilanciamo il nostro articolo dedicato ai ragazzi che vogliono conoscere le app per imparare a programmare.

La critica che viene spesso mossa al digitale è che, rispetto ai bei giocattoli tradizionali, magari in legno, soffocherebbe la creatività dei bambini. Ma che succede se sono i ragazzini stessi a inventarsi il proprio videogioco? Se, invece che cimentarsi con Angry Birds o Dov’è la mia acqua, armeggiano con pezzi di codice per costruire il proprio gioco, animando i personaggi e definendo le meccaniche?

Siamo convinti – come i nostri amici di Coder Dojo – che apprendere i principi della programmazione giocando, anzi imparando a costruire il proprio gioco digitale, sia una delle competenze che ogni bambino dovrebbe sviluppare, insieme a leggere e fare di conto. Una delle 50 cose da fare, prima di compiere 13 anni.

Per questo abbiamo pensato di raccogliere in un post le diverse applicazioni e i tool che permettono di insegnare in modo ludico il coding, i principi dell’informatica ai bambini.

  • SWIFT PLAYGROUNDS

SWIFT PLAYGROUNDS

Ultima arrivata tra le app dedicate alla programmazione per i bambini, Swift Playgrounds è sviluppata da Apple ed è basata sul linguaggio Swift creato dalla casa di Cupertino, reso poi open source e utilizzato oggi da molti per sviluppare app OS e OSX (come dire, cresciamo i nostri sviluppatori fin da piccoli!). Pensata per ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, permette l’apprendimento delle basi del coding e la creazione di semplici programmi secondo una serie di modelli standard. Apple ha creato i primi due moduli: Learn to code 1 – Fundamentals of Swift e Learn to code 2: Beyond the Basics sono disponibili gratuitamente all’interno di Swift Playgrounds. Insieme ai moduli ci sono anche 4 sfide per chi conosce già il linguaggio. Nuove sfide possono essere realizzate e condivise da chi invece Swift lo conosce da tempo.

  • SCRATCH

SCRATCH

In principio, ovviamente, c’era Scratch, l’ormai celebre progetto del Media Lab del MIT, basato su un’intuitiva logica del click and drag, attraverso la quale è possibile comporre facilmente frammenti di codice. Può essere testato online, è disponibile gratuitamente su piattaforma Mac o pc e vanta una consistente comunità di utenti a livello mondiale (con oltre 4 milioni di progetti condivisi). Per iPad è disponibile l’app ScratchJr, utilizzabile anche con bambini non ancora in grado di leggere.

  • TYNKER

TYNKER

La logica di programmazione “visiva” – cioè per elementi grafici che vengono trascinati e posizionati sull’area di lavoro – introdotta dal software del MIT è stata emulata da piattaforme web come Tynker, consigliata a partire dagli 8 anni e che offre corsi di base online. Disponibile anche la versione per il tablet (iTunes e Google Play)

  • HOPSCOTCH

HOPSCOTCH

Lanciata da Hopscotch Technologie, sviluppatore che aveva già rilasciato l’applicazione per programmare Daisy the Dinosaur,  l’app Hopscotch è uno Scratch semplificato e reso più accattivante graficamente – più in linea con la logica Apple sulla cui piattaforma è al momento disponibile gratuitamente.

  • BLOCKLY

BLOCKLY

La risposta a Scratch firmata Google è Blockly, un editor web gratuito basato su un linguaggio di programmazione visiva con blocchi di codice a forma di pezzi di puzzle colorati che si trascinano, si incastrano l’uno nell’altro e si riposizionano a piacimento. E’ utilizzabile anche nella versione in italiano.

  • LIGHTBOT

LIGHTBOT

App adatta a bambini di scuola elementare e media, Lightbot insegna i fondamenti della programmazione senza che venga scritta una riga di codice. Per impartire dei comandi a un piccolo robot che si muove su una scacchiera si assemblano infatti sequenze di elementi grafici, arrivando ad affrontare anche i fondamenti della programmazione, come “procedure” e “loop”. Il funzionamento èa  alivelli, in un crescendo di complessità. Multipiattaforma, funziona su iOS, Android e computer. E’ tradotta anche in italiano.

  • CODE MONSTER

CODE MONSTER

Code Monster offre una serie di breve lezioni online di programmazione per i ragazzi più grandi, dal semplice ridimensionamento di un oggetto a complesse animazioni, mostrando come si modifica la fonte del codice in diretta, attraverso una bipartizione dello schermo.

  • KODABLE

KODABLE

Kodable è un’app pensata per avvicinare anche i più piccoli alla programmazione in modo ludico. Il linguaggio utilizzato per far muovere delle palline pelose sono frecce e blocchi colorati. Si introducono anche i concetti base di condizione, funzione, loop, debug… il tutto raccogliendo stelline e monete e sbloccando livelli progressivi di gioco.

  • MIT APP INVENTOR

Possiamo ricorrere allo strumento web sviluppato dal MIT per insegnare a realizzare app in ambiente Android: con MIT App Inventor è possibilile creare un’applicazione e testarla grazie ad un emulatore in tempo reale sul proprio smartphone, definendo i componenti e assemblandoli attraverso un sistema di programmazione visiva che ricorda i pezzi di puzzle di Blockly – non è un caso che la piattaforma utilizzi i server di Google per il back up dei singoli progetti e che per utilizzarla non sia indispensabile possedere un dispositivo Android ma un account Google.

  • BO E YANA

E se credete che tutti questi strumenti facciano perdere il contatto con il mondo fisico, andate a scoprire Bo e Yana. Sono i due robot- giocattolo che la start up Play-i prevede di mettere sul mercato a partire dal 2014 – ma potete prenotarli fin da ora anche dall’Italia – e che possono essere programmati per spostarsi e svolgere semplici compiti, come suonare uno xylofono o spingere un piccolo pallone in rete.  I bambini ne definiscono movimenti e azioni utilizzando su tablet un’app di programmazione con un’interfaccia alla portata di un cinquenne oppure – nel caso di ragazzi più grandi – con Scratch o Blockly.