The Pathless, il gioco di esplorazione dove conta il ritmo e non la mira

Parlando di videogiochi, ho una regola personale: quando un gioco sfugge a qualsiasi categorizzazione, merita di essere provato. Quest’anno sono usciti più di 15.000 titoli su console e PC, e su smartphone raggiungiamo cifre a sei zeri. In mezzo a tutta questa abbondanza di giochi più o meno divertenti, questa regola mi aiuta a trovare dei giochi originali.

The Pathless rientra a pieno titolo in questa categoria d’elite. Arriviamo su un’isola misteriosa, impersonando una Cacciatrice silenziosa armata di arco. Non c’è introduzione, non c’è narrazione: capiamo esplorando l’area attorno a noi che si è svolta una feroce battaglia divina, e siamo arrivati troppo tardi per prenderne parte. Possiamo però cercare di rimettere insieme i cocci: esplorando il mondo malinconico di The Pathless, scopriamo che ci sono templi abbandonati e enigmi da risolvere.

 

Il trailer di lancio del gioco, che mostra il sistema di controllo

Niente di particolarmente originale, anche se nella maggior parte dei videogame il nostro eroe massacra quantità a tre cifre di nemici. Qua non si “uccide” (quasi) nessuno, anche perché è abbastanza raro trovare qualche essere vivente. La sensazione è di esplorare un mondo caduto, un po’ come aggirarsi per Pompei. Basta muovere i primi passi per scoprire la novità di  The Pathless, la sua genialità: l’arco non vi serve per attaccare o difendervi, ma per acquistare velocità. Non c’è nemmeno bisogno di prendere la mira: basta premere un tasto (virtuale sullo smartphone, oppure sul joypad) per scoccare una freccia che raggiungerà quasi automaticamente il suo bersaglio – basta che sia “abbastanza” di fronte a noi. In The Pathless non è necessario avere una mira eccezionale, ma solo senso del ritmo: colpendo gli “orbi” che fluttuano praticamente ovunque, la Cacciatrice accumulerà dell’energia fisica che le permette di saltare più in alto e correre più veloce. Ecco quindi che per scalare una delle prime rovine che abbiamo incontrato, abbiamo dovuto trovare il giusto ritmo tra salti e lanci di frecce, in modo da riuscire ad acquisire abbastanza velocità da saltare fino a un punto normalmente irraggiungibile.

Il developer del gioco “spiega” come funziona The Pathless

The Pathless non ha una mappa, né un sistema di navigazione: anzi, lascia molto solo il giocatore. Non c’è nessuna guida o indicazione su dove andare – d’altra parte, in inglese “Pathless” vuol proprio dire “senza sentiero”. Per fortuna, all’inizio del gioco, troverete prima una maschera speciale che vi permette di vedere dove siete già stati e soprattutto dove sono collocati dei manufatti che dovrete raggiungere. Attorno a essi si troveranno gli “enigmi” da risolvere per riuscire a salvare questo mondo caduto. Dopo arriverà anche un’aquila: sarà la vostra compagna inseparabile, che vi permetterà di esplorare molto più velocemente il mondo di gioco, trasportandovi in volo – sempre seguendo una logica ritmica. The Pathless si finisce in un paio di pomeriggi, ma c’è bisogno di un po’ di perseveranza: all’inizio, per i giocatori più “immediati”, è facile perdersi d’animo. Per questo motivo, vi consigliamo di provarlo per un’oretta prima di passarlo ai vostri figli, in modo da saperli guidare nei primi passi, altrimenti il rischio è che lo abbandonino.

Il gioco è disponibile su PC (su Epic Games Store, lo stesso di Fortnite), su PS4 e PS5, e su iPhone/iPad nell’abbonamento Arcade. Su quest’ultimo il gioco è realizzato assai bene, ma consigliamo di giocarci utilizzando un joypad perché i controlli touch sono quasi atroci.