I consigli degli esperti per un consumo consapevole di video e videogiochi, Internet e social network da parte di genitori e ragazzi, per favorire una media education che tenga conto di rischi e opportunità offerte dal digitale. Strumenti per contrastare il cyberbullismo e per aumentare la sicurezza dei minori quando navigano in rete. Tante risorse per avvicinare i bambini alla didattica digitale, raccolte tematiche di app, recensioni di device e prodotti dell’editoria digitale.
Il libro di Jordan Shapiro “Il metodo per crescere i bambini in un mondo digitale”, approdato da poco in libreria in Italia dopo un grande successo negli USA, stravolge il pensiero comune degli adulti rispetto alla relazione dei ragazzi con la tecnologia.
Nell’ecosistema scuola chi possiede una mente dislessica o non convenzionale fa fatica a sopravvivere. Chi ha una mente visiva, viaggia per immagini e ha bisogno di strumenti che vadano alla stessa velocità. Possiamo allora imparare a utilizzare strumenti già in possesso della scuola come i Libri Digitali Scolastici e le LIM.
Anche l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) prende posizione rispetto allo screen time. Le nuove linee guida definiscono in modo stringente i limiti per il tempo che i bambini al di sotto dei 5 anni possono trascorrere davanti ad uno schermo e promuovono il gioco fisico nella prima infanzia.
Cybercity Chronicles è il primo videogioco risultato della collaborazione tra DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), Presidenza del Consiglio dei Ministri, MIUR e AESVI. Sviluppato dal team italiano Digital Tales, è interamente dedicato al tema della cybersecurity e indirizzato ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie.
Leggere un libro è un’avventura; comprenderlo e saperlo riassumere significa farlo proprio e poterne fare tesoro. Nella nuova sezione “Lettura e comprensione” sul portale educativo Redooc trovi consigli sulle diverse modalità di lettura e suggerimenti su come fare i riassunti…
Non esiste una categorie di videogiochi “violenti”. La violenza è in realtà solo un ingrediente della storia e una meccanica di gioco. E la risposta alla domanda è no, l’esposizione dei giocatori a contenuti violenti all’interno dei video games non è causa di comportamenti aggressivi nella vita reale.
Seconda parte dell’articolo che racconta dodici usi dello smartphone, tra i tanti possibili, che si possono sperimentare in classe, facendo utilizzare i loro dispositivi personali in modalità Byod (Bring Your Own device).
Il parental control su iOS è uno strumento piuttosto potente, ma prima di tutto bisogna saperlo trovare. Consente di decidere il tempo massimo di utilizzo del cellulare, diviso persino in tipo di attività (social, giochi, ecc). E con l’opzione famiglia potrete condividere app, immagini e molto altro.
L’universo di Android è formato da una galassia di dispositivi diversi, con versioni “custom” del sistema operativo. Molti produttori offrono un set di app personalizzate che permettono di limitare l’uso del cellulare in ambito familiare, e coprirli tutti è molto arduo. Tuttavia, su ogni dispositivo Android troverete la App Google Play, che è il “negozio” delle App di Android, e qua troviamo una veloce ma funzionale modalità per limitare l’acquisto e l’utilizzo delle App.
Gli studi sul coviewing, ovvero il guardare la televisione con i figli, ci dicono che più i genitori interagiscono con loro di fronte alla tv, più i bambini fanno un’esperienza positiva. E lo stesso vale anche per gli schermi di tablet e smartphone.
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