Professionisti del digitale, sviluppatori, editori e autori si confrontano sui punti di forza e sulle criticità dell’editoria digitale e dei servizi online per bambini e ragazzi.
In occasione del Safer Internet Day 2013, il Miur ha presentato il progetto ‘Generazioni Connesse’, dedicato a un utilizzo consapevole di internet e dei new media. Promuovera’ interventi di sensibilizzazione e formazione in oltre 200 scuole (tra primarie e secondarie di primo grado) su tutto il territorio nazionale.
Libri digitali per l’infanzia: quali sono le abitudini e le tendenze all’uso? Filastrocche.it, Happi ideas, Mamamò e Nati per Leggere lanciano un questionario online per capire qual è lo stato dell’arte sui libri digitali per bambini dal punto di vista dei genitori e delle persone che abitualmente hanno a che fare con loro, come insegnanti o bibliotecari.
Più della metà dei bambini americani – il 54% per l’esattezza – leggono libri digitali, secondo l’indagine The ABC’s of Kids & Ebooks: Understanding the E-Reading Habits of Children Aged 2-13 realizzata da Digital Book World in collaborazione con la società di ricerca PlayScience.
A 60 anni dalla morte di Maria Montessori, il suo principio di autocorrezione, aiutami a fare da solo, si presta particolarmente ai nuovi strumenti digitali. Emanuele Panizzi, docente della Sapienza, ha chiesto ai suoi studenti di realizzare app educative ispirate al metodo Montessori, con meccanismi tali da permettere a chi le usa di correggere da solo i propri errori.
Un interessante esperimento educativo condotto su bambini di paesi in via di sviluppo senza possibilità di accesso all’apprendimento se non mediante tablet e laptop potrebbe aprire la strada a importanti modifiche anche nel sistema educativo occidentale.
Come scegliere la book app giusta per i propri figli? Mamamò ha stilato una mini guida in 5 punti per orientarsi. Che racconta come l’immagine è regina, il libro è aumentato e il cerchio della narrazione è magico.
Molti educatori lamentano come la capacità di lettura dei ragazzi sia compromessa dall’uso di telefonini e tablet. Ma l’universo dei nuovi media richiede nuove competenze, che affiancano e non sostituiscono quelle tradizionali. Il problema non è bandire i nuovi supporti. Ma saperli usare al meglio. E trovare forme nuove per i contenuti. Perché quello che fa la differenza alla fine è sempre il contenuto.
Chiamate in causa le nuove forme di comunicazione, iperveloci e per immagini, che secondo molti educatori disabituano i ragazzi alla fruizione dei testi scritti.
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