Qual è il rapporto dei ragazzi con i social network? Gli adolescenti e spesso anche i bambini hanno a disposizione smartphone e tablet personali e utilizzano app come Instagram, Snapchat, Musical.ly e instant messenger come WhatsApp. In pratica, il loro accesso a tali servizi sarebbe possibile dopo i 13 anni, ma sempre più spesso vi accedono incuranti di questo limite. Ecco alcuni suggerimenti per educare al consumo positivo della tecnologia, per prevenire gli “incidenti digitali” che li vedono protagonisti e per evitare le tecnodipendenze. È bene infatti che i genitori siano informati sui rischi connessi all’uso inconsapevole dei social media.
Non sono pochi i rischi che bambini e adolescenti incontrano quando aprono un account su un social network. Cosa possono fare i genitori per proteggerli? Forse partire dalle regole che già esistono…
In un recente articolo del New York Times lo psicologo Adam Alter metteva in guardia gli adolescenti dai pericoli rappresentati dalla tecno-dipendenza. I like di Facebook scatenano nel nostro cervello reazioni paragonabili a quelle di una vincita di denaro. Eppure, talvolta sono gli immigrati digitali ad essere più a rischio.
I bambini hanno grande considerazione per gli organi di informazione, ma si sentono trascurati o mal rappresentati dai media, in cui individuano contenuti che li fanno sentire depressi o spaventati. È quanto emerge dalla ricerca “News and America’s Kids: How Young People Perceive and Are Impacted by the News” condotta da Commonsensemedia, che ha cercato di far emergere
Dato che i social media attirano i ragazzini sotto i 13 anni, diverse aziende fanno a gara per creare social network a misura di bambino. L’ultimo arrivato è Lego Life, un’app in cui condividere le proprie costruzioni, mettere like, commentare, guardare video e prodotti Lego. Il tutto tra reale e virtuale.
Arriva su Facebook un portale per i genitori, uno spazio dedicato a chi si vuole informare sulla piattaforma ponendo particolare attenzione alla sicurezza degli iscritti, soprattutto se minori.
Facebook starebbe sviluppando una tecnologia che permetterebbe ai bambini sotto i 13 anni di accedere al social network previo consenso e sotto la supervisione dei genitori. In questo modo si prepara il terreno per un nuovo mercato finora poco sfruttato, quello dei giochi per i più piccoli, al momento dominato da Apple, sollevando però una serie di dubbi legati alla privacy e alla tutela della sicurezza.
E’ l’applicazione del momento, che consente l’invio di testi, immagini e video temporanei. Non si può scaricare dunque nulla sul telefono del destinatario, perché i file si cancellano. Eppure, nemmeno così, si può stare tranquilli, soprattutto se ad usarlo sono i giovanissimi. Ne parliamo con una mamma digitale d’esperienza: Jolanda Restano.
E’ online il sito Twigis.it, versione italiana del social network per bambini Tweegee.com, che si vuole proporre quale futuro punto di riferimento online per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, offrendo loro uno spazio sicuro e controllato per l’interazione e la fruizione di contenuti in Rete.
Uno spazio dedicato a bambini, adolescenti e genitori, in cui trovare consigli pratici contro gli abusi in Rete e per chattare con un operatore di Telefono Azzurro. E’ direttamente raggiungibile dalla home page di Facebook, anche senza aver effettuato l’accesso al social network.
Il retailer online Angiolotty ha pubblicato una curiosa infografica sul rapporto tra i bambini e i device digitali. Tra paure dei genitori ed età a cui è opportuno affidare un telefonino ai propri figli.
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